Dopo Francia, anche Lussemburgo e Spagna vogliono l’aborto nella Costituzione
L’ideologia di morte avanza.
Lo scorso 3 marzo il Parlamento lussemburghese ha approvato l’inserimento della “libertà di aborto” nella Costituzione tramite una modifica dell’art. 15.
I voti favorevoli sono stati in tutto 48, quelli contrari 6, due gli astenuti. Tale proposta è giunta come sempre dalla Sinistra.
Questa prima vittoria ha indotto, infatti, il deputato Marc Baum del partito Déi Lénk a straparlare di «voto storico» e di «autodeterminazione delle donne».
Ma sconcerta che tutto questo sia avvenuto in un Paese governato da una maggioranza di Centrodestra e con un primo ministro espressione del Partito Popolare Cristiano Sociale!
Possiamo dirlo: hanno tradito gli Ideali, di cui si fregiano nel nome! Cosa c’è di cristiano nel consentire che un bimbo nel grembo materno venga ucciso?
Tutto questo va contro il buon senso e contro la Dottrina della Chiesa. Ma non è ancora detta l’ultima parola! Nel Granducato una modifica costituzionale richiede due voti consecutivi.
La seconda consultazione si terrà tra tre mesi, richiederà una maggioranza di due terzi e non sarà consentito il voto per procura.
Quella votazione sarà decisiva! Oggi ci troviamo ad un passo dal disastro. Se la proposta fosse approvata anche in seconda battuta, il Lussemburgo avrebbe un ben triste primato…
Quello di passare alla Storia tristemente come il secondo Paese al mondo ad inserire l’aborto nella propria Costituzione.
Solo dodici anni fa il piccolo Stato ha rimosso l’aborto dal proprio Codice Penale. Ed ora segue la Francia in questa veloce corsa verso il massacro di vite innocenti.
Nella prossima consultazione i deputati “democristiani” lussemburghesi avranno un sussulto di coscienza? Oppure si renderanno complici di un’ecatombe?
Vedi, questa faccenda suona per me come un campanello d’allarme… Le forze pro-life devono sempre stare in trincea, essere vigili, accorte, senza tregua. Mai abbassare la guardia!
Gli abortisti sono sempre in agguato, «tamquam leo rugiens, circuit quærens quem devoret» (I Pt 5, 8) ovvero «come leone che ruggisce, si aggira cercando chi divorare».
Non far niente o fingere di non vedere significa già assentire all’eccidio ed esserne corresponsabili. Fermiamo l’aborto in Europa! Come?
In un modo molto semplice: basta un click per sottoscrivere la petizione «No all’aborto tra i diritti fondamentali dell’Ue!», promossa da Generazione Voglio Vivere.
È indirizzata al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché col proprio esecutivo si esprima chiaramente in sede nazionale ed europea a favore della Vita!
Più saremo a chiederlo, più forte sarà la nostra voce, più facile sarà conseguire il risultato! Per riuscirci intendiamo lanciare una vasta campagna di sensibilizzazione.
I social consentono di raggiungere tanti in poco tempo. Ma hanno un costo, di cui da soli non potremmo farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È molto importante per impedire al male di avanzare. L’ultima riprova ci giunge dalla Spagna: anche qui, nei giorni scorsi, si sono poste le premesse per includere l’aborto nella Costituzione.
Il Consiglio di Stato ha dato il proprio benestare al progetto di legge messo a punto in tal senso dal governo Sánchez.
L’esecutivo ha chiesto la modifica dell’art. 43 della Costituzione, quello relativo alla tutela della salute. Perché non una revisione del più appropriato art. 15, relativo ai diritti fondamentali?
Perché col primo è richiesta una procedura istituzionalmente più rapida e meno complessa rispetto a quella prevista dal secondo. Ma ha delle controindicazioni…
Infatti tale espediente, automaticamente, non farebbe più configurare l’aborto come un “diritto” di scelta delle donne, bensì come una semplice prestazione sanitaria.
Ciò ha suscitato forti critiche da parte del Consiglio di Stato, che ha osservato come l’operazione sia mossa da mere «considerazioni di opportunità politica».
Viceversa, ha proseguito, queste non dovrebbero neanche «essere prese in considerazione», dovendosi concentrare piuttosto sul «contenuto della riforma proposta».
Uno dei “padri” della Costituzione del 1978, Miguel Herrero y Rodríguez de Miñón, ha definito senza mezzi termini questa manovra «una frode alla Costituzione» ed un «pericoloso precedente».
Poiché però machiavellicamente il fine giustifica i mezzi, benché venga meno in questo modo l’aspetto “vessillare” dell’iniziativa, il risultato nella sostanza non cambia.
Che si scelga l’una o l’altra strada, insomma, alla fine ciò che interessa alla Sinistra al potere in Spagna è calpestare sempre e comunque il rispetto della vita umana.
Il benestare giunto dal Consiglio di Stato non significa, comunque, che in Parlamento il governo riesca a raccogliere la maggioranza necessaria.
Occorrono i tre quinti dei voti al Congresso ed al Senato, il che supera di gran lunga il consenso ottenuto dal premier Sánchez al momento dell’investitura.
Preghiamo affinché questo squallido mercato fatto sulla pelle dei bambini fallisca e che la modifica non venga approvata.
Però tutte queste manovre per includere l’aborto nelle Costituzioni, dopo la Francia, anche di Lussemburgo e Spagna, devono richiamare l’attenzione nostra e di tutte le forze pro-life.
Se non iniziamo subito, in questo momento, una forte opposizione a tali tentativi, ce li ritroveremo quanto prima attuati e, dopo, porvi rimedio sarà alquanto difficile, se non impossibile.
Tuteliamo insieme i bambini nel grembo materno!