Dopo il manifesto pro-life rimosso, la giunta di Cremona taglia i fondi ai nidi paritari

Dopo il manifesto pro-life rimosso, la giunta di Cremona taglia i fondi ai nidi paritari

Ora ci siamo anche noi!

Generazione Voglio Vivere si è aggiunta, infatti, alle altre sigle, che promuovono il manifesto SOS Vita, fatto rimuovere arbitrariamente dal Sindaco di Cremona, Andrea Virgilio.

E prossimamente il nostro logo apparirà sulla locandina, una volta discussa in Commissione Vigilanza l’improvvida censura attuata dal primo cittadino.

Ma l’andazzo assunto dalla giunta di Centrosinistra alla guida del Comune di Cremona mi preoccupa alquanto.

Oltre al manifesto pro-life censurato, l’ente locale intenderebbe, infatti, dimezzare i fondi agli asili nido paritari, molti dei quali sono cattolici.

Anche questa decisione, come già fu per la locandina SOS Vita, è stata assunta in modo autocratico ovvero in totale assenza di un confronto nelle Commissioni consiliari preposte.

Diverrebbe esecutiva già col prossimo anno scolastico, ormai imminente. E costituisce un grave problema per gli enti gestori e per le famiglie.

In particolare, il contributo comunale annuo alle scuole materne paritarie passerebbe da 200 mila euro a soli 100 mila.

E verrebbero dimezzati anche i contributi mensili che l’amministrazione municipale riconosce ai gestori per ogni bambino iscritto.

Si ha l’impressione che nel mirino di questa amministrazione comunale a guida Pd ci siano le realtà sociali cattoliche ed i Valori ch’esse rappresentano.

Tutta questa faccenda sta assumendo un sapore sempre più sgradevole. Per questo è urgente intervenire subito e far rimettere al suo posto, intanto, il manifesto pro-life.

Per dare forza a questa richiesta ti chiediamo di firmare, se non lo hai ancora fatto, la petizione «Basta censure contro la Vita!», promossa da Generazione Voglio Vivere.

È indirizzata proprio al Sindaco di Cremona, Andrea Virgilio, affinché faccia finalmente un passo indietro e proceda, senza esitazioni, alla riaffissione della locandina pro-life, indebitamente tolta.

Affinché quest’iniziativa abbia successo, è necessario supportarla anche lanciando contemporaneamente una vasta campagna di sensibilizzazione.

Più gente coinvolgiamo, più forza avremo. Per questo i social rappresentano il mezzo ideale per arrivare a tanti in poco tempo.

Quest’operazione però ha un costo, di cui da soli non riusciamo a farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!

L’assessore comunale all’Istruzione, Roberta Mozzi, ha giustificato la decisione di tagliare i fondi agli asili nido paritari con la solita scusa…

Quale? Non ci sono soldi, «difficoltà di bilancio e minori trasferimenti». Poi però ha precisato anche come tale scelta non rappresenti affatto «un obbligo di legge, ma una decisione politica».

Il che, tradotto dal gergo di Palazzo, significa che la coperta è corta, ma che i tagli potevano essere benissimo fatti anche da altre parti.

La decisione di colpire i nidi e i micro-nidi paritari convenzionati è, dunque, tutta e solo responsabilità della giunta a trazione Pd alla guida del Comune di Cremona.

L’opposizione di Centrodestra, in un proprio comunicato, ha definito questa scelta «palesemente anti-sussidiaria e statalista», anche perché avviene a cose fatte.

Le famiglie, infatti, hanno preiscritto i propri figli sulla base di rette, che, di fronte a questi tagli, cambieranno e subiranno un aumento, anche significativo, assolutamente non previsto.

Tutto questo contraddice quanto pubblicamente sostenuto dal Sindaco, Andrea Virgilio, che aveva viceversa dichiarato di voler sostenere le scuole paritarie.

E come? Riducendo loro i fondi? È davvero curioso come le ultime due scelte compiute dalla giunta di Centrosinistra abbiano colpito valori e ambiti di forte tradizione cattolica.

Prima il manifesto pro-life rimosso, ora i tagli dimezzati agli asili nido paritari. E prossimamente cos’altro? Cosa ci si deve aspettare ancora?

Le cose stanno prendendo davvero una brutta piega, dal sapore sempre più ideologico. E non vorremmo che altri enti locali seguissero questo esempio.

Difendiamo i principi non negoziabili!

 

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