Eutanasia: Forza Italia verso una deriva laicista?
Eutanasia: da noi tira davvero una brutta aria...
Forza Italia vuole la legge sul suicidio assistito. Ed ha fatto pressioni lo scorso 12 maggio in sede di Conferenza dei capigruppo per calendarizzare la discussione in Senato.
Discussione, che si terrà il prossimo 3 giugno. Il pretesto giunge dalla sentenza n. 242 del 2019 della Corte Costituzionale, che depenalizzò il suicidio assistito a precise condizioni.
Quali? Patologia irreversibile, sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale, capacità di intendere e di volere.
Ma quella della sentenza n. 242 è solo una banalissima scusa, del tutto priva di fondamento: non c’è alcun obbligo da parte del Parlamento di legiferare in merito.
Ed è stata la stessa Consulta ad ammetterlo con la sentenza dello scorso dicembre, che ha vanificato la pretestuosa e provocatoria legge regionale toscana sul suicidio assistito.
Eppure su questo tema Forza Italia ha iniziato una virata laicista, di cui è impossibile ora prevedere gli sviluppi.
Sui temi bioetici sembra decisa a schierarsi nettamente con le Sinistre ed i Radicali, assumendo posizioni nettamente contrarie alla Vita. Ed è questo che più ci preoccupa.
Anche la Lega ha lasciato libertà di coscienza ai propri senatori, tra i quali figura anche qualche suo “pasdaran” favorevole al suicidio assistito. Stentiamo a crederlo!
Contro si sono finora schierati soltanto i movimenti pro-life ed alcuni settori del Centrodestra, ma basteranno per evitare il peggio?
Proprio quando nel Regno Unito, in Scozia ed in Francia tentativi analoghi sono stati bloccati, da noi sembra scoppiare un’improvvisa e frettolosa voglia di eutanasia. Inaudito!
Ti diciamo una cosa: se passasse tale normativa, anche in Italia, come in Canada o nei Paesi Bassi, si spezzerebbero gli argini a tutela della Vita, questo sia chiaro.
Dove già esiste, l’eutanasia, introdotta usando come cavallo di Troia i soliti “casi estremi”, è stata poi presto estesa anche ad anziani, malati mentali, disabili, depressi e minori.
Vi sono già stati casi – e li abbiamo puntualmente documentati nelle scorse settimane - in cui è stata applicata anche a chi non la volesse oppure a chi ci avesse ripensato.
È questo che vogliamo? No, assolutamente no! Ecco perché dobbiamo intervenire subito e con forza! Come? Abbiamo almeno due modi, entrambi efficaci, per farlo.
Il primo consiste nel firmare subito, con un semplice click, la petizione «Fermiamo la cultura della morte! Difendiamo la Vita!», promossa da Generazione Voglio Vivere.
È indirizzata al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché impegni il proprio governo a non varare questa legge ingiusta e pericolosa ed a contrastare in modo deciso la deriva eutanasica.
Il secondo modo consiste nel dare forza a quest’iniziativa, appoggiandola con una vasta campagna di sensibilizzazione sui social, per poter arrivare a tanti in poco tempo.
Quest’operazione ha però un costo, per sostenere il quale abbiamo bisogno del tuo aiuto!
Protestare è importante! In Francia ha funzionato. Tant’è vero che nei giorni scorsi il Senato ha respinto per la seconda volta l’eutanasia e lasciato la riforma voluta da Macron in un vicolo cieco.
Come? Semplicemente bocciando l’art. 2 della legge, quello riguardante l’«assistenza medica a morire», preferendovi piuttosto il potenziamento delle cure palliative.
In Francia, del resto, l’opposizione della Chiesa al disegno di legge è stata chiara e netta. Il vescovo di Bayonne, mons. Marc Aillet, non ha nascosto la propria contrarietà.
Ha scritto personalmente ai parlamentari del suo Dipartimento ed ha definito la proposta una «grave rottura antropologica». Per questo ha indetto anche una giornata di preghiera e digiuno.
Al contrario, da noi la Conferenza episcopale italiana ha assunto una posizione molto più sfumata e, tutto sommato, orientata all’approvazione di una normativa sul “fine vita”.
Ma uccidere non è una cura! L’eutanasia non è una fatalità! Contro quella che oggi viene presentata come un “diritto”, domani nessuna salvaguardia potrebbe tutelarci.
L’esperienza di tutti i Paesi, che hanno finora depenalizzato l’eutanasia, infatti, mostra chiaramente come tutte le garanzie poi cadano, una dopo l’altra.
I nostri cari, specie quando vulnerabili, vanno curati ed accompagnati, non abbandonati! Non possono sentirsi un peso ed un costo per la società e per la famiglia.
È disumano, capisci? Una legge sul suicidio assistito eliminerebbe proprio i più deboli, cioè chi ha più bisogno, ed introdurrebbe una frattura traumatica nel nostro ordinamento giuridico.
Molte nazioni l’hanno ormai capito: oltre alla Francia, l’eutanasia è stata respinta lo scorso 17 marzo anche dal Parlamento scozzese e lo scorso 24 aprile dalla Camera dei Lord del Regno Unito.
Proprio dall’Italia deve partire questo ennesimo colpo inferto alla Vita ed alla sua tutela? È questo il triste “primato” che cerchiamo?
Non dobbiamo arrenderci! Fermare tale deriva morale è ancora possibile. Occorre però che la nostra protesta sia forte ed immediata.
Il mondo della politica ha paura di una cosa sola: di perdere voti. Ed allora facciamogli sentire con chiarezza che il popolo italiano non è d’accordo con il progetto eutanasico in atto.
Facciamo a chi intenda approvarlo il timore di poter essere poi punito, perdendo il consenso della gente alle urne.
Non rendiamoci complici di nuovi crimini con la nostra indifferenza. Evitiamo che all’aborto si aggiunga ora anche il suicidio assistito!
Noi scegliamo la Vita! Sempre!