Eutanasia: in Olanda storie di ordinaria follia! Vogliamo che anche l’Italia diventi così?

Eutanasia: in Olanda storie di ordinaria follia! Vogliamo che anche l’Italia diventi così?

La “cultura” di morte è come un vortice, che risucchia tutti nelle proprie spire. Se pensi che non sia così, te ne portiamo subito le prove.

In Olanda, dove l’eutanasia è legalizzata dal 2002, lo scorso anno sono state ammazzate ben 9.958 persone pari al 5,8% del totale dei decessi, il 10% in più rispetto al 2023.

Ogni pretesto è buono. Le domande sono aumentate a tal punto che l’apposito Comitato di valutazione fa fatica a smaltirle e si è già accumulato sulle scrivanie un arretrato di valutazioni.

Sai quali sono le cause più frequenti nei Paesi Bassi? Sono le malattie fisiche nell’86% dei casi, ma anche l’eutanasia per malattie mentali è aumentata di oltre il 60% nel giro di un solo anno. 

Si è passati dai 2 casi di “suicidio medicalmente assistito” per disagi psichici nel 2010 ai 138 del 2023 fino ai 219 del 2024! Di questi 219, ben 30 hanno riguardato giovani tra i 18 ed i 39 anni.

Vi sono state situazioni veramente assurde come l’eutanasia data ad una donna affetta da semplici disturbi ossessivo-compulsivi o quella ad un diciassettenne eliminato solo perché autistico!

Peraltro non erano ancora stati provati con lui tutti i modelli terapeutici disponibili, ma, avendo già tentato il suicidio e potendo forse riprovarci, i medici han preferito farlo fuori direttamente.

Questi, in realtà, sono disagi o patologie, che richiedono sostegno, cura ed accoglienza da parte di tutti - famiglia, sistema sanitario e sociale -, non farmaci letali, non credi?

La vita, data da Dio, invece, viene sempre più stroncata arbitrariamente dalla mano dell’uomo. Ed oggi anche in Italia si sta cercando di fare lo stesso.

Lo dimostrano la legge regionale approvata, benché incostituzionale, in Toscana ed il caso di eutanasia registrato in Lombardia.

Noi dobbiamo fermare questa macchina letale, finché siamo in tempo! Abbiamo oggi due modi, estremamente validi e concreti, per riuscirci.

Il primo consiste nel firmare, se non lo hai già fatto, la petizione «Fermiamo la cultura della morte! Difendiamo la Vita!», promossa da Generazione Voglio Vivere.

È indirizzata al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché blocchi la normativa varata in Toscana e promuova, al contempo, politiche di valorizzazione della vita e della dignità umana.

Il secondo modo consiste nel lanciare una vasta campagna di sensibilizzazione tramite i social, mediante la quale dare l’allarme e trovare altri amici, pronti con noi a battersi contro l’eutanasia.

Per farlo, abbiamo però bisogno del tuo aiuto, perché da soli non riusciremmo a farci carico dei costi ingenti, che tale operazione comporta. È molto importante, poiché l’eutanasia non rappresenta mai una soluzione, bensì una sconfitta, una fuga!

Ti facciamo qualche esempio. Come riferito dal quotidiano britannico Daily Mail, in Olanda il 7 ottobre 2013 è stata concessa l’eutanasia ad una donna, che non sopportava di diventare cieca!

Nel 2014 è stata la volta di un 63enne, eliminato con un farmaco letale, solo perché depresso. Ti rendi conto di quanto sia disumano ciò che sta avvenendo? Presto potrebbe accadere anche da noi!

Ma l’elenco continua. Nel 2015 è toccato ad un’ottantenne, perché probabilmente affetta da demenza. I medici, che l’avevano in cura, non volevano, ma il giudice ha deciso.

Sempre quell’anno una clinica olandese ha praticato l’eutanasia ad una 47enne sana, solo perché affetta da tinnito ovvero sentiva un ronzio nelle orecchie. Di questo passo nessuno è più al sicuro!

Non solo chi si occupa di persone vulnerabili, ma tutti noi, già oggi, dobbiamo fare tutto quanto in nostro potere, per evitare di scivolare in questo pendio pericoloso.

Preghiamo e lottiamo per promuovere un’autentica cultura della vita! Tutti – che si sia malati o sani, giovani o anziani – dobbiamo sentirci tutelati e accolti come creature amate e volute da Dio.

 

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