Giornata per la Vita: diamo voce ai bambini non nati con la nostra preghiera
E se davvero mettessimo prima i bambini? Non come slogan. Come scelta!
La Giornata per la Vita si celebra domenica 2 febbraio, nella prima domenica di febbraio, come ogni anno.
È la 48ª edizione, e non nasce per caso: fu istituita dalla Chiesa italiana all’indomani dell’approvazione della legge sull’aborto, per evitare che il silenzio, l’assuefazione e l’indifferenza prendessero il posto della coscienza.
Per ricordarci, ogni anno, che la vita va difesa soprattutto quando è più fragile.
Il tema scelto quest’anno è netto: “Prima i bambini”. Non “prima le ideologie”, non “prima le convenienze”. Prima i bambini. Tutti, anche quelli non ancora nati.
Già quasi cinquant’anni fa, Giorgio La Pira scriveva parole che oggi suonano profetiche: «La salvezza dei bambini è il valore assoluto da difendere oggi».
Parlava dei bambini non nati, nel pieno del dibattito che avrebbe portato alla legge 194. E ci obbliga ancora oggi a una domanda scomoda: chi difende davvero il loro futuro?
E San Giovanni Paolo II, chiudendo l’Evangelium vitae, affidava a Maria «la causa della vita», ricordando il numero sconfinato di bambini a cui viene impedito di nascere.
Testimonianze che non sono teoria, ma grido.
E allora fermiamoci un momento! Pensiamo a quei bambini che non vedranno mai la luce, se nessuno li difende. Pensiamo a quelle madri sole, spaventate, lasciate senza alternative.
Per questo, in vista di questa ricorrenza speciale, ti invitiamo ad inviare subito la tua personale preghiera per i bambini non nati.
Una preghiera semplice, anche solo una riga. Un affidamento, un grido, un nome. Perché la preghiera è il primo atto di resistenza, il primo modo per dire: “Tu conti. Tu esisti. Tu sei amato.”
E dalla preghiera nasce l’azione. Per questo, ti chiediamo anche di sostenere, con una generosa donazione, la nostra grande campagna di sensibilizzazione online a difesa della vita nascente.
Insieme possiamo rompere il silenzio, raggiungere cuori, aprire coscienze, offrire alternative reali a chi oggi si sente senza via d’uscita.
I vescovi italiani, nel Messaggio per questa Giornata, usano un linguaggio di grande tenerezza ma anche di grande verità. Ricordano che i bambini non sono oggetti, non sono mezzi, non sono “progetti”: sono persone.
E denunciano senza ambiguità le violazioni che colpiscono l’infanzia, comprese quelle che avvengono prima ancora della nascita.
«Ogni comportamento lesivo dei diritti dei bambini non solo fa regredire la civiltà, ma avvilisce l’umanità degli adulti e compromette il futuro».
Ci sono passaggi che feriscono e svegliano insieme.
Come quando si parla dei bambini “fabbricati” in laboratorio, o di quelli cui viene negato il diritto di nascere perché non risultano “perfetti” dopo un esame prenatale.
Qui il linguaggio diventa testimonianza: chiamarli bambini significa renderli visibili, strapparli alla mentalità dello scarto che preferirebbe non nominarli affatto.
La Giornata per la Vita non si chiude quando finisce questa lettura. Comincia adesso! Comincia dal modo in cui ciascuno di noi decide di non voltarsi dall’altra parte.
Perché “Prima i bambini” non resti una frase ben scritta. Ma diventi una responsabilità condivisa.