Gruppo pro-choice getta la maschera: «Non importa che l’aborto sia un omicidio!»
Ora l’empio grido è stato lanciato.
«Non m’importa che l’aborto sia un omicidio» oppure «I feti mi temono»: sono questi due degli slogan fatti propri dal gruppo pro-choice della Florida «SWAN-Stand With Abortion Now».
Li hanno stampati su magliette, capi d’abbigliamento e su tutta una serie di gadget… Alcuni sono talmente ripugnanti da non poter essere neppure mostrati, né descritti.
La vendita di questi articoli serve per finanziare la loro attività. E sai come usano i soldi raccolti? Per promuovere e diffondere l’aborto «con ogni mezzo necessario».
Ad esempio, favorendo la distribuzione di pillole abortive oppure trasferendo le donne richiedenti da uno Stato americano in cui l’aborto sia vietato ad uno in cui invece sia consentito.
Tutto pur di ammazzare, pur di distruggere. Allucinante! Ormai i loro attivisti non si preoccupano più nemmeno di fingere…
Non si vergognano affatto di dire apertamente cosa significhi uccidere il nascituro nel ventre di sua madre. E vogliono che sia fatto senza limiti, in ogni circostanza o fase della gravidanza.
E questo, per quanto disumano sia, fa almeno venire allo scoperto cosa covi realmente nei loro cuori, senza più ipocrisie.
I loro post sui social indicano con chiarezza il loro programma diabolico: «Abbiamo solo bisogno che uccidiate i bambini», scrivono. Disumano!
I loro prodotti e le loro pubblicazioni non nascondono affatto i loro assurdi propositi. Non vivono l’aborto per quel che è ovvero una tragedia.
Anzi, se ne prendono gioco... E non solo: vi costruiscono attorno un mercato, monetizzando il tutto. Esattamente come i trenta denari di Giuda…
Noi non possiamo accettare questo tipo di mentalità. Dobbiamo opporci! Facciamo in modo che, almeno in Europa, abortire non venga considerato un “diritto”.
Firma subito, se non lo hai ancora fatto, la petizione «No all’aborto tra i diritti fondamentali dell’UE!», promossa da Generazione Voglio Vivere.
È indirizzata al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché in sede europea assuma in modo chiaro ed inequivocabile una posizione di difesa della vita umana.
Affinché quest’iniziativa abbia successo, è necessario sostenerla promuovendo una vasta campagna di sensibilizzazione sui social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.
Quest’operazione però ha un costo, di cui da soli non potremmo farcene carico. Ecco perché abbiamo bisogno del tuo aiuto.
È importante. Olivia Summers, avvocato dell’ACLJ-American Center for Law and Justice, ha denunciato l’accaduto.
Ed ha evidenziato come tutto questo richiami l’attenzione su realtà che l’industria dell’aborto ha cercato per decenni di tenere nascosta.
Finora si erano coperte le vere intenzioni, ricorrendo ad eufemismi quali «scelta», «assistenza sanitaria» o «libertà riproduttiva».
Far commercio in questo modo, ridicolizzando l’aborto e mercificandolo, però, è assolutamente ignobile.
Tutto questo non dovrebbe essere consentito e profili come quello di «SWAN» sui social dovrebbero essere oscurati. Che aspettano le autorità ad intervenire?
Intanto diamoci da fare noi! Facciamo in modo che l’aborto in Europa non prenda piede e non venga considerato un “diritto”.
Non ridicolizziamo la Vita!