I pro-life: «Il Sindaco ha rimosso il manifesto SOS Vita perché è un elogio alla maternità»

I pro-life: «Il Sindaco ha rimosso il manifesto SOS Vita perché è un elogio alla maternità»

Sulla Vita il clima in Consiglio Comunale, a Cremona, è diventato bollente.

E non per il caldo dei giorni scorsi, ma perché è scoppiato un vivace dibattito politico dopo la decisione del Sindaco di Cremona, Andrea Virgilio, di rimuovere un manifesto pro-life.

Lo ha fatto d’imperio, con una decisione sua, individuale e personale, senza che vi fossero provvedimenti amministrativi o ordinanze a motivare un gesto tanto radicale.

Ha detto che la sua “sensibilità” è rimasta “urtata” dalla locandina “SOS Vita”, affissa da circa sei anni nei pressi dell’Ospedale locale.

Era solo un invito alle donne: «Sei in difficoltà a causa di una gravidanza? Ti possiamo aiutare!», c’era scritto. A seguire il numero verde nazionale da chiamare per capire come.

Tutto nel pieno rispetto dell’art. 2 della legge n. 194 del 1978, quella che ha legalizzato l’aborto in Italia. Eppure al primo cittadino quel cartello proprio non andava giù.

Ha parlato di «pressioni psicologiche» sulla donna, che non «dovrebbe sentirsi colpevole, esposta o moralmente messa sotto accusa».

Ma quel manifesto non faceva niente di tutto questo: tendeva semplicemente una mano, come ben chiarisce il Presidente del Movimento per la Vita di Cremona, il dottor Paolo Emiliani:

«In sei anni non abbiamo mai avuto alcuna rimostranza – ci dice, da noi interpellato – Il Sindaco invece fa riferimento ad una segnalazione, che mi pare sia stata protocollata lo scorso aprile».

Perché dice “mi pare”: Lei non l’ha vista?

«No. Abbiamo chiesto al Sindaco con atto formale di avervi accesso, per capirne il contenuto. Una rimozione immediata fa immaginare accuse molto importanti…».

E voi volete conoscerle, giusto?

«Visto il dibattito che si è creato attorno a questa vicenda, è bene sapere quale sia stato il motivo scatenante ed eventualmente, se possibile, anche la firma della segnalazione».

Perché?

«Perché un conto è che venga da una persona offesa, come dice il Sindaco, ed un altro conto è che la rimozione sia avvenuta per fini ideologici o politici».

Nell’aula del consiglio comunale, comunque, maggioranza e opposizione lo scorso 29 giugno si sono scontrate vigorosamente. Ed è naturale che sia accaduto…

Il Centrodestra ha ricordato che ci sono anche i diritti del figlio, oltre a quelli della madre. E soprattutto ha posto una questione di metodo: quello seguito dal Sindaco non va.

La locandina rimossa era affissa in uno spazio riservato, regolarmente pagato (per 6 anni!) dal Movimento per la Vita locale tramite un accordo commerciale con la concessionaria di pubblicità.

Dunque, levarla senza motivo e senza un confronto preventivo con le parti politiche è stato un atto di censura.

Non possiamo accettare passivamente un gesto autocratico di questo tipo! Dobbiamo combattere per la Vita e urlare con forza il nostro “NO” a questi abusi!

Oggi possiamo farlo in un modo molto semplice. Firma subito, se non lo hai ancora fatto, la petizione «Basta censure contro la Vita!», promossa da Pro Italia Cristiana.

È indirizzata proprio al Sindaco di Cremona, Andrea Virgilio, affinché trovi l’umiltà ed il coraggio di ammettere di aver sbagliato, tornare sui propri passi e chiudere così la faccenda.

Perché quest’iniziativa abbia successo, capisci bene come sia importante sostenerla, promuovendo al contempo una vasta campagna di sensibilizzazione.

I social rappresentano lo strumento più comodo e veloce, poiché permettono di arrivare a tanti in poco tempo. Ma quest’operazione ha un costo, di cui da soli non potremmo farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto! 

È molto importante: il Sindaco di Cremona sapeva che, se avesse promosso un confronto politico in merito, avrebbe provocato una levata di scudi, che c’è stata in effetti, purtroppo però a cose fatte.

Virgilio ha scritto insomma una nota di rimozione, attribuendosi un potere di indirizzo, senza assumersi la responsabilità dell’atto.

In questo modo ha reso più difficile anche avviare un eventuale contenzioso nei confronti del Comune, se non indiretto, proprio perché il Sindaco, formalmente, non ha assunto alcun atto.

La procedura è stata scelta ad hoc, poco chiara e per nulla trasparente, come ha fatto notare al primo cittadino il consigliere di minoranza, Maria Vittoria Ceraso.

«Lei non ha applicato nessuna procedura legittima» - ha detto - e, cosa ancor più grave, ha agito «al di fuori del contraddittorio, che è uno degli elementi fondamentali della democrazia».

Ha levato il manifesto, infatti, senza consentire al committente di spiegarne i contenuti e di motivare la scelta di piazzarlo nei pressi dell’Ospedale.

In una parola ha agito d’imperio: per questo anche 34 esponenti del Centrosinistra, tra cui l’ex-Sindaco, Gianluca Galimberti, hanno firmato una lettera di protesta.

Lettera, in cui si ricorda come «far conoscere le opportunità alternative all’aborto non rappresenti una minaccia per alcuno, ma un servizio». In una parola, Virgilio ha sbagliato.

Ma, anziché ammetterlo e tornare sui propri passi, finora ha scelto la via dello scontro duro e ideologico. Ed è questo ad aver soprattutto provocato una levata di scudi in consiglio comunale.

Dottor Emiliani, il primo cittadino ha detto di aver informato della decisione i capigruppo, senza che alcuno sollevasse obiezioni…

«Sì, però li ha informati a posteriori, a rimozione ormai avvenuta», quando ormai sollevare un contraddittorio o fare obiezioni sarebbe stato del tutto inutile.

Ed il Movimento per la Vita da chi è stato informato di quanto accaduto?

«Non dal Sindaco, né dal Comune. Abbiamo ricevuto una comunicazione dalla concessionaria di pubblicità l’IPAS. È una procedura un po’ strana…».

Lei ritiene che il manifesto “SOS Vita” servisse?

«Quel manifesto propone l’immagine di una mamma con il proprio bambino, un elogio alla maternità. È questo aspetto, secondo me, che ha urtato la sensibilità del Sindaco».

Incredibile! E invece…?

«Invece non è un manifesto direttamente contro l’aborto, bensì è a favore della Vita, una carezza fatta alla mamma ed al suo bambino».

Sapere oggi come possa evolvere questa brutta faccenda è impossibile. Quello che possiamo e dobbiamo fare è far sentire alta la voce della nostra indignazione!

Difendiamo la maternità e la Vita!

 

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