La gente vuol essere curata, non ammazzata!

La gente vuol essere curata, non ammazzata!

«La cultura europea dà l’impressione di una “apostasia silenziosa”».

Lo scrisse già nel 2003 Giovanni Paolo II nell’esortazione apostolica Ecclesia in Europa, constatando come si fosse smarrita l’eredità cristiana per cavalcare ormai una “cultura di morte”.

Se ne è avuta conferma lo scorso 31 dicembre in occasione degli auguri rivolti alla Nazione dal presidente francese Emmanuel Macron.

Tra le «priorità» da realizzare entro il 2026 ha posto senza esitazioni una «legge sul fine-vita nella dignità», come lui stesso ha dichiarato.

Macron non ha ripetuto, come fece un anno fa, di voler consultare il popolo sui «grandi temi». Così il prossimo 20 gennaio il Senato per primo sarà chiamato ad occuparsi della delicata questione.

La SFAP, l’organizzazione che Oltralpe si occupa di cure palliative, vorrebbe che invece a queste si prestasse attenzione, anziché al “suicidio assistito”, migliorando assistenza e cure.

Anche in Italia il dibattito si è riacceso con la recente sentenza della Corte Costituzionale, la n. 204 del 2025.

Tale sentenza ha dichiarato illegittima solo una parte della legge pro-eutanasia, emanata dalla Regione Toscana.

Ma ha anche ribadito che chi richiede il “suicidio assistito” avrebbe “diritto” ad ottenerlo dal Servizio Sanitario, inserendone le procedure all’interno della “tutela della salute”.

Il che rappresenta una contraddizione in termini! Tuttavia la stessa Corte Costituzionale ha anche dichiarato che i principi ordinamentali finora affermati sono «suscettibili di modificazioni».

Ciò significa che il Parlamento non è tenuto a regolare procedure di morte assistita, né a trasformare in legge le indicazioni sul fine-vita contemplate dalla precedente sentenza 242.

Se vorrà, potrà anzi reintrodurre la tutela integrale della Vita, rifiutandosi di regolare proceduralmente l’eutanasia e prevedendo piuttosto cure più efficaci e sostegni alle famiglie.

Per questo è importante ed urgente far sapere oggi all’esecutivo che il popolo italiano dice con forza e convinzione “NO” all’eutanasia!

Fu sempre Giovanni Paolo II a denunciare nel n. 12 dell’enciclica Evangelium Vitæ del 1995 l’«imporsi di una cultura anti-solidaristica, che si configura in molti casi come cultura di morte».

Ed ha precisato come tale sottocultura venga «attivamente promossa da forti correnti culturali, economiche e politiche».

Per contrapporsi a tali potentati, è essenziale che il governo sappia con chiarezza che la Nazione sceglie la Vita e si oppone a qualsiasi tentativo e tentazione eutanasici!

Dobbiamo farlo sapere all’esecutivo, ora! Come? Con un semplice click puoi sottoscrivere la petizione «Fermiamo la cultura della morte!», promossa da Generazione Voglio Vivere!

È indirizzata al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché promuova col proprio governo non il “suicidio assistito”, bensì politiche atte a valorizzare la Vita.

Per dar forza a tale iniziativa è necessario supportarla, però, anche con una vasta campagna di sensibilizzazione tramite i social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.

I costi di quest’operazione superano le nostre possibilità. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!

È importante, perché la gente non vuole l’eutanasia! Lo rivela uno studio condotto in Francia da Fondapol, una Fondazione per l’innovazione politica, che si autodefinisce «liberale e progressista».

Ebbene, secondo tale indagine, fine-vita e “suicidio assistito” non li vuole nessuno, né chi abita nelle metropoli, né chi abita nelle campagne, né i cattolici, né i non-credenti.

Il 70% degli ultra64enni ha espresso parere contrario. Temono la deriva verificatasi in Belgio e nei Paesi Bassi, dove l’eutanasia è stata estesa a minori e soggetti con disabilità intellettiva.

E lo teme anche il 52% degli intervistati di età compresa tra i 18 ed i 24 anni ed il 55% di età compresa tra i 25 ed i 34 anni.

Spaventa anche il fatto che in Canada i più colpiti siano i più fragili, i meno abbienti: il costo delle cure mediche, infatti, induce sempre più malati a scegliere l’eutanasia, più economica.

Questo preoccupa il 64% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni ed il 62% tra i 25 ed i 34 anni. Ciò che chiedono i Francesi, invece, sono le cure palliative, cui metà della popolazione non ha accesso.

Il direttore di Fondapol, Dominique Reynié, lo ha detto chiaramente: il dibattito sul fine-vita è truccato!

Infatti, si dice spesso che molti Paesi abbiano ormai legalizzato eutanasia e “suicidio assistito”, ma questo è falso!

«Dei 193 Paesi membri dell’Onu, solo 10 lo hanno fatto – ha spiegato Reynié – ovvero il 5,1% degli Stati ed il 2,2% dell’umanità». Davvero una percentuale irrilevante…

Macron, nel momento in cui sponsorizza il fine-vita, ha contro la sua stessa Nazione, il suo stesso popolo. E la situazione italiana non è dissimile.

Diciamo allora tutti insieme “basta” a questa colossale menzogna! La gente vuole essere curata, non ammazzata!

 

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