“L’aborto è illegale ormai in quasi mezza America”

“L’aborto è illegale ormai in quasi mezza America”

Venerdì 14 luglio la governatrice dell’Iowa Kim Reynolds ha firmato una legge che introduce forti restrizioni all’aborto dopo le sei settimane di gravidanza, ovvero nel periodo in cui si si inizia ad udire il battito cardiaco del feto.

Si tratta del 24esimo Stato americano ad aver approvato una legge in cui le possibilità di abortire sono state drasticamente ridotte, come ricorda l’Agenzia giornalistica italiana (Agi), la quale si spinge a titolare la notizia con parole forti, ma assai significative: “L’aborto è illegale ormai in quasi mezza America”.

Sì, perché questa è la percezione oramai diffusa dentro e fuori i confini degli Stati Uniti (ed in parte è sicuramente veritiera), ed è quella che nel medio lungo periodo più conta al fine di far comprendere ai cittadini occidentali che un altro “mondo”, un altro modello di società è realmente possibile.

Le stesse primarie repubblicane, che vedono attualmente in testa nei sondaggi l’ex presidente Donald Trump, si stanno giocando sui temi della difesa della vita e della famiglia tradizionale, contro gli assalti della cultura LGBT, come mai è accaduto nel passato.

E con ogni probabilità saranno i medesimi temi ad avere un ruolo di primo piano durante la campagna per le elezioni presidenziali del 2024.

Questo è il motivo principale dei nostri frequenti riferimenti agli Stati Uniti d’America. Il movimento pro-vita internazionale, infatti, non può che soffermarsi con attenzione su ciò che avviene Oltreoceano, ipotizzando i possibili riflessi che tutto ciò potrebbe avere per l’Europa.

Il tuo compito è quello di diffondere queste notizie e di mostrare ad amici, parenti, conoscenti che si sta giocando una battaglia fatidica per il presente ma soprattutto per il futuro delle società occidentali.

Far conoscere questa realtà equivale a mostrare un “universo” che sebbene non appaia sui media, esiste ed è sostenuto dal Paese profondo.

Ci farebbe piacere conoscere la tua opinione in merito: secondo te quali potrebbero essere gli effetti di una forte affermazione della causa pro-vita per l’Europa e, soprattutto, per l’Italia?

Ne approfittiamo per ricordarti di firmare la petizione online che abbiamo lanciato giorni fa, indirizzata al ministro dell’Istruzione Valditara, per impedire che nelle nostre scuole sia riconosciuta l’identità alias.


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