L’Africa si ribella ai diktat Lgbt!

L’Africa si ribella ai diktat Lgbt!

La deriva Lgbt non è un orientamento irreversibile e nemmeno obbligato.

Lo provano molti governi africani, che recentemente hanno varato leggi di autotutela sociale, con cui hanno voluto porre un freno chiaro al dilagare dell’ideologia “arcobaleno”.

In Ghana, ad esempio, è stata recentemente approvata per acclamazione una legge sui valori familiari e sui diritti sessuali ritenuti appropriati.

Ebbene, essa esclude qualsiasi forma di propaganda Lgbt; chiunque produca, diffonda, pubblichi, trasmetta o renda disponibile simile materiale commette reato.

La condanna è pesante: si rischia il carcere dai 5 ai 10 anni. Il presidente ghanese, John Dramani Mahama, ha assicurato il proprio sostegno alla legge, d’intesa con tutti i leader religiosi del Paese.

Certo, il percorso legislativo non è stato né semplice, né scontato: vi era già stato un tentativo simile due anni fa, fallito a causa delle obiezioni giuridiche sollevate.

Il dibattito suscitato, però, è stato utile, per correggere i punti critici e rendere così inossidabile il testo della proposta normativa, oggi giunta felicemente a conclusione.

Si tratta di un passo molto importante anche per noi, in Occidente, poiché mostra come la deriva Lgbt non sia affatto irreversibile e quanto importante sia impegnarsi per cambiare rotta.

Come? Protestando a voce alta e difendendo a spada tratta il Valore fondamentale della famiglia, l’unica possibile, quella formata da uomo e donna e dai figli che Dio donerà loro.

Tutto questo va tutelato con convinzione e coraggio senza sconti, senza se e senza ma. E per farlo oggi abbiamo due strumenti formidabili.

Il primo consiste nel firmare subito, se non lo hai ancora fatto, la petizione «No alla Strategia Lgbtiq+ 2026-2030!», promossa da Generazione Voglio Vivere.

È indirizzata a tutti gli eurodeputati italiani, affinché blocchino il disegno ideologico, che vuole plasmare l’Europa secondo i diktat gender.

Tale progetto consiste in un poderoso attacco alla famiglia naturale, alla libertà educativa ed alla verità sull’essere umano, foraggiando le Ong che lo promuovono con circa 3,6 miliardi di euro!

Il Ghana ci dimostra che fermarlo è possibile. Ma, per aver successo, occorre sostenere il nostro impegno con una vasta campagna di sensibilizzazione, che formi e indirizzi le coscienze.

I social rappresentano il mezzo più veloce ed efficace per lanciarla, poiché consentono di arrivare a tanti in poco tempo. Ma hanno un costo, che da soli noi non riusciremmo a sostenere. Unendo le forze, invece, ce la possiamo fare!

È molto importante dare tutti insieme una forte spallata alla dittatura Lgbt! E l’Africa Occidentale ci è di esempio e rappresenta un valido incoraggiamento.

Non c’è solo il Ghana, infatti: negli ultimi mesi molti Stati hanno varato nuove leggi mirate proprio ad ostacolare nel Continente africano l’offensiva ideologica “arcobaleno”.

In Senegal, il presidente Bassirou Diomaye Faye, tre mesi fa, ha raddoppiato la pena detentiva massima per l’intimità tra persone dello stesso sesso.

Chi sgarra, rischia fino a 10 anni di carcere. Inoltre, qui è divenuto punibile qualsiasi tentativo di promozione dell’omosessualità.

Anche il Burkina Faso, nel settembre scorso, ha votato una normativa del tutto analoga. Ciò ha ovviamente scatenato le critiche dei gruppi pro-Lgbt occidentali.

Ma il primo ministro senegalese, Ousmane Sonko, le ha respinte al mittente, denunciando anzi con forza questa nuova forma di neo-colonialismo ideologico. Ha usato parole molto chiare:

«Si tratta di una sorta di tirannia», ha detto, accusando l’Occidente, che «dispone di risorse e controlla i media», di voler imporre l’omosessualità al resto del mondo.

In reazione alla propaganda aggressiva scatenata dalla lobby Lgbt a livello internazionale, molti governi africani hanno reagito, tutelandosi a livello normativo.

Ed hanno anche ricordato come, fino a pochi anni fa, nello stesso Occidente fossero in vigore leggi alquanto simili alle loro.

Nel 1961 ogni Stato Usa prevedeva nei propri codici le cosiddette “leggi sulla sodomia”. Maryland e Minnesota le hanno abrogate solo nel 2023, il Canada alla fine degli Anni Ottanta.

Fino a mezzo secolo fa, fino cioè alla rivoluzione sessuale imposta dal Sessantotto, queste normative erano, insomma, la regola ovunque, pacificamente accolta ed accettata da tutti.

Una regola fondata sul buon senso e su valori morali di tutela della famiglia naturale, l’unica vera, quella formata da uomo e donna e dai figli che Dio concederà loro.

Fermiamo tutti insieme l’ideologia Lgbt!

 

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