L’eugenetica miete altre vittime
L’eugenetica avanza.
Come un mostro, divora esseri umani, innocenti vittime sacrificali. È accaduto anche nei giorni scorsi: una coppia di “influencer” ha deciso di abortire il figlio, affetto da sindrome di Down.
Alla ventesima settimana di gravidanza è giunto il risultato dell’amniocentesi: trisomia 21. E questo ha spinto i due, Jesse Ridgway e sua moglie Ashley, a compiere la drammatica scelta.
Il piccolo non era come lo volevano, come lo sognavano, insomma non soddisfaceva più le loro aspettative, quindi, secondo loro, andava eliminato. Orribile, vero?
Eppure solo questa è stata la motivazione di un gesto tanto tragico, condiviso in tempo reale con milioni di follower su Instagram e su YouTube…
La notizia ha suscitato online critiche e indignazione, tanto da indurre la coppia a presentarsi addirittura come vittima di una “campagna d’odio”.
Ma l’aborto selettivo è ormai una pratica più comune di quanto si creda. Quello in atto, soprattutto in Occidente, è uno sterminio sistematico di tutti i bambini che presentino “anomalie”.
In Islanda, Danimarca, Gran Bretagna, Spagna, ma anche altrove, ogni anno viene abortito dal 90 al 100% dei nascituri affetti da sindrome di Down. Pazzesco!
Questa ondata di morte va fermata. E, per riuscirvi, dobbiamo a tutti i costi impedire che l’aborto venga inserito nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
Come? Firmando subito, se non lo hai ancora fatto, la petizione «No all’aborto tra i diritti fondamentali dell’Ue!», promossa da Generazione Voglio Vivere.
È indirizzata al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché in tutte le sedi, nazionali ed internazionali, scongiuri tale prospettiva ed agisca sempre a tutela della Vita umana!
Ma tale iniziativa va sostenuta anche con una forte pressione popolare, che dal basso, faccia capire a chi governa che la gente non ne può più dei nuovi Erode e di questa strage degli innocenti!
Per questo intendiamo lanciare una vasta campagna di sensibilizzazione sui social, che rappresentano il modo più veloce per arrivare a tanti in poco tempo.
Quest’operazione ha un costo, di cui da soli non riusciamo a farcene carico. Ecco perché abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È molto importante, poiché, certo, un bambino con sindrome di Down richiede cure, attenzioni e qualche sacrificio, ma sa ricambiare con un amore incondizionato.
La sua presenza arricchisce la famiglia, vi porta gioia ed aiuta ad elaborare una prospettiva diversa sulla vita.
La stragrande maggioranza dei genitori con un figlio affetto da trisomia 21, a posteriori, ammette di poterlo considerare un’autentica grazia!
Perché allora c’è chi sceglie di abortirlo, senza aver mai nemmeno conosciuto il suo viso, il suo sorriso, il suo amore? Perché in queste mamme, in questi papà prevalgono egoismo e comodità?
Il movimento pro-choice rivendica “diritti” inesistenti, mentre disconosce l’unico, vero diritto, quello alla Vita del nascituro.
L’aborto non è mai una soluzione, è un crimine. I bambini con sindrome di Down meritano una chance di vita, proprio come chiunque altro.
Ogni esistenza è preziosa, dal concepimento sino alla morte naturale. E la società deve smetterla di “normalizzare” l’eugenetica, come se fosse una pratica normale: è orribile, disumana, mostruosa!
Ogni nuovo nato sia il benvenuto!