Lgbt: due casi della nuova persecuzione religiosa
Ora è accaduto.
Stiamo rileggendo un articolo, apparso nel 2007 sulla rivista Il Timone, scritto dal filosofo cattolico Mario Palmaro.
Vi si legge: «I parroci non potranno più dire dal pulpito che l’omosessualità è un disordine morale oggettivo, senza con ciò incorrere in un reato». 19 anni dopo posso dirti che aveva ragione.
Padre Francisco Wilson Ferreira da Silva Nascimento, sacerdote cattolico di Quixadá, in Brasile, è stato denunciato con l’accusa di «transfobia».
Quale la sua colpa? Aver detto nel corso di un’omelia ciò che Gesù insegna ovvero che «l’uomo è uomo e la donna è donna». Apriti, o cielo!
È bastata questa ovvietà per far saltare su tutte le furie l’ACEDI-Associazione Cearense per la Diversità e l’Inclusione.
Secondo tale sigla, le dichiarazioni del sacerdote supererebbero «i limiti della libertà religiosa e di espressione, potendo configurare un discorso discriminatorio e di odio» verso i “transgender”.
Incredibile! Padre Francisco ha fatto soltanto il suo dovere. Il libro della Genesi è chiaro: «Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Gen 1, 27).
Il Catechismo al n. 369 afferma: «L’uomo e la donna sono creati, cioè sono voluti da Dio», uguali in quanto persone umane, ma complementari, «realtà buona e voluta da Dio».
Tutto questo evidenzia ancora una volta come l’ideologia gender, con la sua pretesa di rendere la sessualità umana indipendente dal sesso, sia contraria alla Sacra Scrittura ed alla Dottrina cattolica.
L’avv. Mauricio Romano dell’Unione Giuristi Cattolici di São Paulo ha definito la denuncia promossa dall’ACEDI come «un chiaro tentativo di persecuzione religiosa».
Il legale ha evidenziato come le parole pronunciate in chiesa dal sacerdote consistano «nell’esercizio regolare di un diritto».
Tale diritto viene tutelato anche formalmente dal Concordato tra Brasile e Santa Sede firmato a Roma nel 2008 da Benedetto XVI e ratificato nel 2009.
Si tratta di un’intesa riconosciuta peraltro dalla Corte Suprema Federale e dalla Corte Superiore di Giustizia.
Padre Francisco non ha quindi cercato di «sminuire alcun gruppo», ha semplicemente esposto «pedagogicamente la dottrina ufficiale della Chiesa», come ha evidenziato l’avv. Romano.
Eppure quella denuncia è giunta ed il sacerdote è rimasto vittima di una persecuzione religiosa anticristiana.
E questo è e resta vero indipendentemente dal fatto che possa essergli, alla fine, riconosciuta la ragione dai tribunali.
Mario Palmaro aveva ragione. E quindi che facciamo? Ci arrendiamo? Assolutamente no! Soprattutto ora, quando si sta cercando d’imporre anche in Europa quanto già preteso in Brasile.
Come? Con la «Strategia LGBTIQ+ 2026/2030», seconda fase del progetto «Union of Equality» promosso dall’Unione europea e sostenuto dalla presidente della Commissione Ue von der Leyen.
Non ha forza di legge, ma rappresenta un insidioso indirizzo politico, che, dietro lo slogan «Proteggere, Emancipare, Coinvolgere», intende imporre in realtà l’ideologia gender ovunque.
Rappresenta, infatti, un poderoso attacco alla famiglia naturale, alla libertà educativa e soprattutto alla verità antropologica sull’essere umano!
L’Ue ha stanziato 3,6 miliardi di euro per finanziare Ong, campagne mediatiche, programmi educativi ed iniziative politiche ed esercitare così pressioni indebite sull’opinione pubblica.
L’obiettivo è chiaro e consiste nel tentativo di sovvertire morale e diritto naturale in tutti gli Stati membri.
Noi oggi dobbiamo bloccare tutto questo! Basta un click per sottoscrivere la petizione «No alla Strategia LGBTIQ+ 2026/2030!», promossa da Generazione Voglio Vivere.
È indirizzata agli eurodeputati italiani affinché si oppongano alla nuova offensiva gender, scatenata nel Vecchio Continente dall’Unione europea.
Non possiamo restarvi indifferenti, per non ritrovarci un giorno anche noi, come Padre Francisco, vittime di una nuova ed ideologica forma di persecuzione religiosa.
Per questo è necessario sostenere questa petizione anche promuovendo una vasta campagna di sensibilizzazione sui social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.
Quest’operazione però ha un costo, che da soli non riusciremmo a sostenere. Perciò ti chiediamo di darci un aiuto!
È molto importante ed urgente, perché il caso di Padre Francisco è tutt’altro che isolato. Un altro episodio simile è recentemente avvenuto anche in Canada.
Qui il Tribunale per i Diritti Umani ha condannato Barry Neufeld, ex-membro del Consiglio Scolastico di Chilliwack, nella Columbia Britannica, a pagare una multa di ben 750.000 dollari!
Quale la sua colpa? Aver detto che in natura, biologicamente, esistono solo due generi. Il giudice ha ritenuto questo una forma di «incitamento all’odio». Assurdo!
Il caso è scoppiato per i commenti, ritenuti “discriminatori”, rivolti negli ultimi cinque anni da Neufeld contro gli insegnanti Lgbt.
Le sue affermazioni non sono piaciute alla Federazione di categoria, che quindi ha sporto denuncia nei suoi confronti.
Purtroppo questa non è una “fiction” surreale, bensì una realtà: Canada e Brasile devono suonare per noi come una sorta di campanello d’allarme.
Dove ancora si cercherà d’imporre quest’ideologia anticristiana? In Europa, se non fermeremo tutti insieme la «Strategia LGBTIQ+ 2026/2030» dell’Ue!
Difendere la nostra fede è un dovere!