Negli Stati Uniti oltre 300.000 aborti con “telemedicina” in un anno
È una mostruosità.
Si chiama aborto con “telemedicina” e, nel 2025, solo negli Stati Uniti ha provocato la morte di oltre 300.000 esseri umani innocenti, uccisi mentre si trovavano ancora nel grembo materno.
In cosa consiste? Nell’offrire alle neo-mamme consulti online, prescrizioni a distanza ed invio per posta, direttamente a domicilio, delle pillole con cui disfarsi del figlio.
Le donne non si spostano da casa, nessuno potrà dunque chieder conto delle loro azioni, ma nemmeno aiutarle in un momento così delicato.
Il dramma si svolge in totale solitudine, nel silenzio delle quattro pareti domestiche. E così il destino delle loro creature è segnato, per sempre. È stato loro tolto il diritto ad avere una vita.
Tutto questo avviene spesso in totale spregio delle leggi: è sufficiente che le pillole abortive vengano spedite da Stati pro-choice come New York o California, per poter arrivare ovunque.
Possono raggiungere anche quegli Stati dichiaratamente pro-life come Louisiana, Texas o Indiana, perché i prodotti vengono consegnati alle clienti/pazienti direttamente a casa loro.
In questo modo, anche le normative più restrittive vengono aggirate: è stato calcolato che circa il 20% degli aborti compiuti negli Stati Uniti sia illegale.
C’è un solo modo per smantellare questo squallido mercato: bloccare l’aborto chimico! In qualsiasi angolo del mondo. Anche in Italia.
Come? Un metodo sicuro ed efficace consiste nel firmare, se non lo hai ancora fatto, la petizione «Fermiamo l’aborto chimico!», promossa da Generazione Voglio Vivere.
È indirizzata al ministro della Salute, Orazio Schillaci, affinché intervenga in tal senso in tutte le sedi istituzionali, impedendo la vendita di questi prodotti come se fossero innocui farmaci da banco.
A sostegno di quest’iniziativa, è necessario promuovere contemporaneamente anche una vasta campagna di sensibilizzazione sui social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.
Ma quest’operazione ha un costo, di cui da soli non potremmo farcenecarico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È molto importante: gli oltre 300.000 bimbi, vittime negli Stati Uniti dell’aborto tramite telemedicina, sono solo la punta di un iceberg.
Rappresentano una parte, pur significativa, di una strage di dimensioni ben più grandi. Lo dicono con crudele chiarezza le cifre…
Si calcola che il 66% degli 1,13 milioni di aborti compiuti nel 2025 negli Stati Uniti sia chimico e che nel 29% dei casi sia avvenuto al di fuori di una struttura sanitaria.
In Italia oggi l’aborto chimico supera già il 52% del totale ed è in rapida e costante crescita: siamo di fronte ad un’ecatombe, spesso consumata nel silenzio e nella solitudine delle mura domestiche.
È un gigantesco sacrificio umano, quello che si compie, senza precedenti nella Storia. È letale per i figli in grembo, ma rappresenta un serio pericolo anche per l’incolumità delle loro mamme.
Spesso, infatti, le donne non vengono informate adeguatamente: il pericolo di effetti collaterali viene banalizzato, minimizzato, specie quando ci si affida al “fai-da-te”.
I rischi dell’aborto chimico però sono reali e non vanno sottovalutati, tutt’altro: lo ha detto chiaramente il prof. Michael New della Catholic University of America.
Egli ha avanzato due richieste, definite di «priorità assoluta». La prima, rivolta alla Food and Drug Administration statunitense: aggiornare i foglietti illustrativi dei prodotti chimici abortivi.
Quelli in circolazione sono stati approvati sulla scorta di studi vecchi ormai di oltre dieci anni e già superati dalle ultime verifiche condotte.
Le donne, invece, hanno il diritto di sapere la verità, quando in ballo c’è la loro salute (oltre alla vita del figlio)!
La seconda richiesta il prof. New l’ha rivolta direttamente al presidente Trump, affinché intervenga per bloccare subito almeno gli aborti tramite “telemedicina”.
Anche noi, in Italia, possiamo fare la nostra parte per fermare questa strage! Fermiamo l’aborto fai-da-te!