Porto Rico è il primo Stato a riconoscere il figlio come soggetto giuridico dal concepimento

Porto Rico è il primo Stato a riconoscere il figlio come soggetto giuridico dal concepimento

Qualcuno, alla fine, ce l’ha fatta…

Non l’Italia, purtroppo, ma Porto Rico: è questo il primo Stato ad aver riconosciuto ufficialmente il bimbo in grembo, sin dal concepimento, come una «persona fisica».

Il che rende il nascituro a tutti gli effetti un soggetto giuridico, titolare di diritti e con pieni effetti civili.

Lo ha decretato la legge firmata nei giorni scorsi dalla governatrice di Porto Rico, Jenniffer González Colón, che ha così modificato il Codice Civile del Paese.

Questo semplice gesto di onestà intellettuale rappresenta un grande passo avanti nella difesa della Vita, ampliando la protezione giuridica del piccolo in qualsiasi fase della gestazione.

In qualsiasi fase, capisci? È una novità molto importante. Siamo felici che lo Stato di Porto Rico abbia trasformato in norma questo principio.

Allo stesso tempo, però, ci dispiace che l’Italia non abbia ancora trovato il coraggio di fare altrettanto…

Lo ricorderai: la petizione «Sì al riconoscimento giuridico del concepito!», promossa da Generazione Voglio Vivere, da molti mesi sta chiedendo proprio questo.

Ad oggi sfiora le 10.000 firme, il che vuol dire che sono davvero tanti coloro che condividono questa proposta. Eppure pare che 10.000 consensi ancora non bastino…

Occorre altro, occorre di più per convincere il governo ad apportare una piccola modifica all’art. 1 del nostro Codice Civile ed a divenire il primo Stato in Europa a compiere questo passo.

Evidentemente dobbiamo essere ancora più convincenti, alzare ancora di più la voce… Per questo ti chiediamo, se non lo hai ancora fatto, di aggiungere subito la tua firma!

Sottoscrivi anche tu la petizione indirizzata al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ed aiutaci a sostenere l’iniziativa con una vasta campagna di sensibilizzazione.

Per promuoverla, intendiamo servirci dei social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo. Quest’operazione ha però un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Per questo ti chiediamo di darci una mano!

È molto importante. Lo si capisce anche solo guardando la legge appena varata nello Stato di Porto Rico…

Nel testo si afferma che «l’essere umano in gestazione o nascituro è una persona fisica, compreso il concepito in qualsiasi fase della gestazione all’interno dell’utero materno».

E si precisa di voler così rispettare davvero la pari dignità di tutti gli esseri umani, embrioni compresi, «indipendentemente dalla condizione di vita in cui si trovano».

Qui non si blatera a vanvera di presunti “diritti” delle donne, di fatto insussistenti: ammazzare figli nel proprio grembo non è e non può mai essere un “diritto”…

La normativa di Porto Rico parla invece di diritti del nascituro, in quanto giuridicamente riconosciuto già come «persona», con tanto di nome provvisorio da confermare poi alla nascita.

Da tutto ciò il nascituro trae indubbi benefici in campo medico-sanitario, assicurativo, giuridico, patrimoniale e consente di riconoscere nuovi diritti anche ai genitori, specie in ambito lavorativo.

Ma la governatrice González Colón ha annunciato anche un’altra, importante iniziativa ovvero la modifica del Codice Penale dello Stato. Per quale motivo?

Per qualificare come omicidio di primo grado quello commesso contro una donna incinta, nel caso provochi anche la morte del bimbo che porta in grembo.

Tale provvedimento è intitolato a Keishla Madlane Rodríguez Ortiz ed al figlio di cui era in attesa, entrambi ammazzati il 29 aprile 2021 dall’amante, l’ex-pugile Félix Verdejo Sánchez.

Vorremmo davvero che anche il governo italiano dimostrasse un coraggio analogo a quello del Porto Rico a tutela della Vita umana.

Noi pensiamo che sia possibile strappare questo risultato, se lo chiediamo tutti insieme ed a gran voce.

Solo la Vita è un dono ed un diritto. L’aborto no.

 

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