Pro-life aggrediti da “AntiFa”, abortisti e attivisti di Sinistra: «Non ci fermeranno!»
Il clima è da paura, ma «non ci fermeremo»!
Lo scorso 15 agosto nella piazza del mercato di Gottinga, in Germania, un gruppo di fedeli pro-life, riunitosi per recitare il S. Rosario pubblico per i bambini non nati, è stato aggredito.
Attivisti di Sinistra, pro-aborto e “AntiFa” hanno tentato di interrompere brutalmente la preghiera pacifica con urla, fischi, insulti, musica a tutto volume e cartelli provocatori.
Poi la situazione è precipitata: gli aggressori sono passati alle maniere forti, lanciando pietre, chiodi ed altri oggetti. La Polizia è dovuta immediatamente intervenire.
Secondo quanto riferito dal quotidiano Göttinger Tagesblatt, gli agenti hanno formato un cordone umano tra i facinorosi ed i fedeli in preghiera per evitare il peggio.
12 poliziotti sono rimasti feriti durante gli scontri. I volontari pro-life, una quarantina in tutto, sono stati scortati fino ai propri veicoli e messi in sicurezza. Scene letteralmente da incubo!
Quanto accaduto è un segno chiarissimo di come l’asticella dell’intolleranza e della violenza criminale in ampi settori pro-aborto si sia alzata ed abbia raggiunto un livello ormai critico.
Lo ha confermato la TFP, l’organizzazione che ha promosso il Rosario per la Vita, diffondendo, dopo l’attacco, un proprio comunicato.
Vi si legge: «È ormai chiaro che gli attivisti pro-aborto prendono di mira i difensori della Vita con la stessa spietatezza con cui trattano i nascituri».
Ed ancora: «Anche se la violenza ed il terrorismo di Sinistra sono in aumento e cercano di zittirci, noi non ci fermeremo, perché stiamo combattendo contro il terribile peccato dell’aborto».
Parole sacrosante. E dobbiamo farle nostre! Perché, sebbene in Italia nessuno dei grandi media abbia riportato la notizia, quello che è accaduto a Gottinga, può capitare presto anche da noi.
Per questo dobbiamo reagire! Come? Firma subito la petizione «Difendere la Vita non è reato: STOP alla censura ideologica!», promossa da Generazione Voglio Vivere.
È indirizzata al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché intervenga in ogni sede istituzionale a tutela della libertà di parola anche per il mondo pro-life.
Perché quest’iniziativa abbia successo è necessario, però, sostenerla con una vasta campagna di sensibilizzazione tramite i social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.
Quest’operazione ha un costo, che da soli non riusciremmo a sostenere. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È molto importante. Vedi, i volontari della TFP, per nulla intimoriti dalle minacce ricevute a Gottinga, hanno già preannunciato nuovi Rosari per la Vita nelle prossime settimane.
Del resto, fare un passo indietro ed arrendersi significherebbe fare il gioco dei mestatori d’odio e dei provocatori, che sperano, con la paura e la violenza, di ridurre al silenzio i volontari pro-life.
Ebbene, ti diciamo che nessuno può impedire a chi creda nella Vita innocente di pregare per essa, anche e soprattutto in un luogo pubblico!
A Gottinga è stato dimostrato quanto importante sia la presenza, ad un tempo serena ma forte e determinata, in difesa dei nascituri.
Solo esserci ed essere sempre più numerosi in preghiera contro il grave peccato dell’aborto può far desistere i facinorosi dal tentativo di estrometterci con la forza da strade e piazze.
Diamo voce a chi non ha voce!