Quando la scuola cattolica non è cattolica…

Quando la scuola cattolica non è cattolica…

Siamo sconcertati di fronte a quel che avviene oggi in tante, troppe scuole “cattoliche”…

Questa volta la notizia giunge da Bielefeld, in Germania, dove ha sede la «Marienschule», un istituto secondario superiore gestito dalle Suore Orsoline.

Ebbene, tieniti forte: l’insegnante di religione, un sacerdote, è stato sospeso dall’incarico, per aver paragonato in classe l’aborto all’Olocausto!

Non solo: nei suoi confronti l’Arcivescovado di Paderborn ha addirittura avviato un’indagine ecclesiastica!

Secondo quanto riportato dal quotidiano «Bild», il professore ha semplicemente ricordato una verità che non necessita di dimostrazione. Quale?

Che i 73 milioni di morti provocati dall’aborto nel mondo nel solo 2025 non sono diversi dai 17 milioni di morti causati in cinque anni dall’Olocausto.

Ha precisato, secondo quanto testimoniato dai suoi studenti: «Non c’è alcuna differenza tra abortire un feto di 18 settimane e uccidere una persona di 18 anni».

Chi può contestare tutto questo? La sua Scuola sedicente “cattolica” può farlo, infatti ha incredibilmente bollato tutto questo come «gesti contrari alla democrazia»! Assurdo!

La realtà è un’altra ed è che gli ambienti filo-abortisti iniziano ad aver paura. Sempre più gente si sta accorgendo, usando la testa, che l’aborto è un crimine di proporzioni storiche.

Numerosi teologi, filosofi ed intellettuali, cattolici e non, hanno sottolineato come lo sterminio su base industriale di esseri umani innocenti nel grembo materno sia una tragedia senza pari.

Una tragedia, paragonabile, per dimensioni, numeri e freddezza, ai più grandi crimini commessi contro l’umanità nel corso del XX secolo.

Per questo si cerca di mettere a tacere e di penalizzare in Occidente tutte le voci critiche, che si levano in tal senso.

Ecco, quel professore di religione è solo l’ultima vittima, in ordine di tempo, di questa censura silenziosa…

Che a punirlo sia stata una Scuola cattolica e che l’Arcivescovado abbia aperto contro di lui un’indagine ecclesiastica la dice lunga su di una Chiesa, che ha iniziato a tradire sé stessa.

È una Chiesa, in qualche modo, “apostata”. Di fronte a fatti come questo non possiamo tacere! Dobbiamo far sapere a tutti quel ch’è accaduto e protestare a voce alta!

Dobbiamo far sentire, chiara e forte, la nostra solidarietà a questo docente ingiustamente punito, nonché il nostro biasimo verso un’istituzione, che di “cattolico” ha ormai soltanto il nome!

Vergogna, vergogna, vergogna! Per evitare che sull’accaduto cali un silenzio complice, intendiamo promuovere una vasta campagna di sensibilizzazione.

I social rappresentano, per questo, lo strumento più veloce ed efficace, poiché consentono di arrivare a tanti in poco tempo. Ma hanno un costo, di cui da soli non potremmo farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!

Giovanni Paolo II, parlando nel 1991 a genitori e docenti, disse che il fine della Scuola cattolica consiste nella «promozione della persona umana».

Ma quale promozione umana può giungere da un istituto che nega la verità e preferisce fare come gli struzzi, cacciando la testa sotto la sabbia e fingendo di non vedere?

Papa Wojtyla affidò, in quel discorso, proprio alle Scuole cattoliche il compito di educare i giovani in una «consapevole adesione alla fede cristiana».

Ma com’è possibile farlo, se son proprio loro ad abiurare, in realtà, ai principi, ai valori del Magistero e della Dottrina cattolica?

L’arcivescovado di Paderborn non ha escluso che il contratto del docente possa essere stracciato e che gli possa addirittura esser revocata la «missio canonica» di sacerdote.

Di fronte a simili abusi, possibile che Roma non abbia niente da dire? Possibile che si lasci l’ingiustizia dilagare, rendendosene, col proprio silenzio, complici?

Non c’è più, dunque, un’autorità superiore, a cui rivolgersi, perché a pagare non sia sempre e solo il giusto, colui che sta dalla parte del vero?

Noi siamo indignati! Non può finire in questo modo! Aiutaci, con la tua migliore offerta, a far sapere a tutti quanto è accaduto, lanciando una vasta campagna di sensibilizzazione.

Solo alzando la voce, in modo forte e chiaro, tutti insieme, potremo sperare che la nostra protesta venga sentita, non solo in Germania, ma ovunque nel mondo accadano cose simili!

Il male non può vincere!

 

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