Turismo dell’aborto: l’Europa vuole trasformare la vita in un biglietto di sola andata!
Immagina un’Europa che trasforma l’aborto in un “pacchetto” organizzato, finanziato, normalizzato.
Un’Europa che non si limita a tollerarlo, ma lo promuove e lo sostiene economicamente.
Non è una provocazione! È ciò che potrebbe accadere se l’Unione Europea decidesse di trasformare in legge l’iniziativa dei cittadini europei “My Voice, My Choice”, già sostenuta da 1,2 milioni di firme, che chiede di finanziare e organizzare con fondi pubblici i viaggi verso Paesi con legislazioni più permissive in materia di aborto.
Un vero e proprio “Erasmus dell’Aborto”. Un turismo abortivo istituzionalizzato, pagato con le nostre tasse.
Oggi, 25 febbraio, la Commissione europea è chiamata a decidere se dare seguito alla proposta già adottata dal Parlamento europeo, che ha chiesto di spingersi fino a scolpire l’aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione.
Ti rendi conto? In un’Europa devastata dall’inverno demografico, invece di sostenere maternità, natalità, famiglie e giovani coppie, si pensa di creare un fondo per facilitare e incentivare l’eliminazione dei figli nel grembo materno.
È un capovolgimento radicale del senso stesso dell’Europa: le leggi sull’aborto sono competenza degli Stati membri, non rientrano nei poteri dell’Unione!
Eppure, si vorrebbe usare Bruxelles per scavalcare le scelte democratiche dei singoli Paesi, trasformando uno spazio di cooperazione in uno strumento di normalizzazione ideologica.
Si vuole imporre l’idea che l’aborto sia un “diritto fondamentale”. Ma un diritto contro chi? Contro il più debole di tutti: il bambino non ancora nato.
È un paradosso crudele: l’Europa nata dal sogno di proteggere la dignità umana dopo le tragedie del Novecento dovrebbe ora finanziare la soppressione della vita più indifesa.
E allora dobbiamo dirlo con chiarezza e convinzione:
- Io non voglio vivere in un’Europa che mette a bilancio la morte.
- Io non voglio finanziare, con le mie tasse, un “pacchetto abortivo” travestito da progresso.
- Io non accetto che la dignità umana venga piegata a ideologia.
Proprio perché la decisione è imminente e il rischio è concreto, dobbiamo trasformare la nostra indignazione in azione concreta.
Per questo, se non l’hai ancora fatto, ti invitiamo a firmare subito la petizione “No all’aborto tra i diritti fondamentali dell’Ue!”, promossa da Generazione Voglio Vivere.
Significa chiedere che l’Europa torni alle sue radici: la tutela della persona, di ogni persona, a partire dal concepimento.
E insieme alla firma, c’è un altro passo fondamentale!
Se davvero vogliamo impedire che questa deriva diventi legge, dobbiamo far conoscere la verità, rompere il silenzio mediatico, raggiungere milioni di cittadini che forse non sanno nemmeno cosa si sta preparando a Bruxelles.
Per questo, ti invitiamo anche a sostenere, con una generosa donazione, la nostra grande campagna di sensibilizzazione online, per diffondere questo messaggio al maggior numero possibile di persone che, come noi, hanno a cuore la difesa della vita.
Ogni contributo può amplificare la voce di chi non ha voce!
Non lasciamoci ingannare da parole seducenti come “accesso”, “sicurezza”, “uguaglianza”.
Qui non si tratta di viaggi, né di diritti sociali. Si tratta di stabilire se la vita del più piccolo, del più fragile, abbia ancora valore per l’Europa.
Se passa questo principio, domani tutto diventa possibile. Se l’aborto diventa diritto fondamentale europeo, ogni limite etico sarà travolto.
Non è estremismo. È realismo!
Anche Papa Leone ha espresso «profonda preoccupazione» per progetti che finanziano la mobilità finalizzata all’aborto e ha definito deplorevole destinare risorse pubbliche alla soppressione della vita anziché al sostegno delle madri.
E Madre Teresa ci ha ricordato che «il più grande distruttore della pace è l’aborto».
Sono parole che pesano e che interrogano la nostra responsabilità.
Ma se restiamo fermi, tutto questo diventerà la nuova normalità. E sarà fatto anche a nostro nome!
Noi abbiamo scelto di non tacere. Noi abbiamo scelto di difendere la vita. E tu?