Il “NO” della Slovacchia alle pretese Lgbt dell’Unione europea
C’è chi finalmente ha saputo dire “NO” all’ideologia Lgbt ed alle pretese dell’Unione europea!
Si tratta del primo ministro slovacco, Robert Fico: ha annunciato che il suo Paese non trascriverà i certificati delle “unioni” tra persone dello stesso sesso contratte in altri Stati membri dell’UE.
Il motivo è molto semplice: contrastano con la Costituzione slovacca, che accetta solo il matrimonio naturale, quello fondato sull’unione tra uomo e donna.
Su questo punto il premier è pronto a dar battaglia e si è dichiarato disposto a sfidare la Corte di giustizia europea.
Tale Corte, infatti, con una sentenza del novembre scorso, ha definito decisioni come quella slovacca contrarie al Diritto dell’UE.
Perché? Perché dice che si oppongono alla libertà di circolazione, al diritto alla vita familiare ed al divieto di discriminazione basato sull’orientamento sessuale, vigenti a livello comunitario.
Ma il primo ministro Fico ritiene giustamente più importante difendere la sovranità nazionale e culturale del suo Paese.
«Debbo tutelare la Costituzione della Repubblica Slovacca», ha dichiarato. Per questo è pronto anche ad intraprendere, se necessario, una «giusta battaglia legale» contro le istituzioni dell’UE.
Era ora che qualcuno facesse la voce grossa e tuonasse contro i vertici dell’Unione! Per questo è giunto il momento di fare anche noi la nostra parte, dando sostegno e forza al premier Fico.
Come? Contrastando la strategia Lgbtiq+ che la Commissione europea intende imporre fino al 2030, seconda fase del progetto «Union of Equality».
Con tale progetto l’UE intende entrare nella Scuola, nella Sanità, nel Diritto con una serie di programmi “inclusivi”, che promuovono la “fluidità” di genere e gli interventi di “transizione”.
Non solo. Ha messo a disposizione quasi 3,6 miliardi di euro per finanziare Ong, campagne mediatiche, programmi educativi ed iniziative politiche pro-Lgbt in tutti gli Stati membri.
Questo rappresenta un tentativo di esautorare i singoli Paesi della loro sovranità nazionale, andando molto oltre le competenze ed il mandato propri dell’Unione europea.
Non possiamo permetterlo! Per questo ti invito a firmare subito la petizione «No alla Strategia LGBTIQ+ 2026-2030!», promossa da Generazione Voglio Vivere.
È indirizzata a tutti gli eurodeputati italiani, affinché contrastino e blocchino in tutte le sedi istituzionali questa deriva ad un tempo politica e morale!
Perché quest’iniziativa abbia successo, però, è necessario sostenerla, lanciando contemporaneamente una vasta campagna di sensibilizzazione.
I social sono lo strumento più veloce ed efficace per permetterci di raggiungere tanti in poco tempo. Ma hanno un costo, di cui da soli non potremmo farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È molto importante dar sostegno in questo momento a chi, come la Slovacchia, è pronto a battersi per i diritti dell’unica famiglia possibile, quella naturale, contrastando l’ideologia Lgbt!
La Corte di Giustizia europea ha dovuto ammettere, infatti, che le questioni relative al diritto di famiglia ed allo stato civile rientrano nelle competenze esclusive degli Stati membri, non dell’UE.
Subito dopo, però, ha sostenuto ipocritamente che gli Stati membri debbano esercitare le proprie competenze in modo compatibile col diritto comunitario.
Il che è assolutamente inaccettabile, poiché priverebbe i singoli Paesi della propria sovranità nazionale, in pieno contrasto con lo spirito di qualsiasi intesa precedente!
Non a caso la sentenza della Corte di Giustizia ha scatenato una tempesta di critiche: tutti l’hanno accusata di aver ecceduto rispetto alle competenze attribuitele dai Trattati.
Tra l’altro, proprio nel settembre dell’anno scorso, il Parlamento slovacco ha approvato un’ampia riforma costituzionale, introducendo regole ben precise.
Ha rafforzato la tutela dell’istituzione matrimoniale, ha introdotto il divieto di adozione per le coppie dello stesso sesso ed anche il divieto di maternità surrogata.
Secondo la nuova formulazione della Costituzione, nessun obbligo comunitario potrà mai costringere Bratislava a rinunciare ai propri diritti in materia di identità nazionale.
Il premier Fico è stato categorico nell’escludere qualsiasi margine di manovra amministrativa: quanto non esiste nel loro ordinamento giuridico non sarà accolto!
Si tratta di una difesa coerente dell’istituzione del matrimonio così come viene definito dalla Costituzione nazionale e soprattutto dal diritto naturale.
Inoltre, rappresenta un chiaro limite posto all’ingerenza delle istituzioni europee in ambiti, che a loro non competono, non essendo mai stati trasferiti.
Sosteniamo la Slovacchia in questa battaglia in difesa della Famiglia ed impediamo all’Unione europea d’imporre a tutti l’ideologia Lgbt!
Basta dittatura “arcobaleno”!