In Francia “record” storico di aborti nel 2025

In Francia “record” storico di aborti nel 2025

La città di Lille conta 238.246 abitanti.

Ebbene, è come se l’anno scorso fosse sparita di colpo, cancellata dalla carta geografica. E, con essa, anche i dintorni.

Nel 2025 in Francia, infatti, si è raggiunta la cifra “record” di oltre 259.000 aborti, come rivelato lo scorso 22 settembre dalla DRESS, l’istituto di statistica nazionale.

I dati ufficiali indicano un trend in crescita, che aggrava ulteriormente la già profonda crisi demografica, da cui il Paese è affetto.

I numeri esatti di questa ecatombe parlano, infatti, di ben 259.416 bimbi uccisi nell’utero della loro madre.

L’incremento percentuale è stato del +2,9% rispetto all’anno precedente, il che, tradotto in termini assoluti, significa oltre 7.000 vittime dei nuovi Erode in più.

Siamo di fronte ad un dato non più congiunturale ma strutturale, ad un livello mai raggiunto dai tempi della legalizzazione dell’aborto, avvenuta nel 1975 con la legge Veil.

La fascia di età più colpita resta quella delle donne di età compresa tra i 25 ed i 29 anni con 40,3 aborti ogni mille. Ma è in crescita anche presso le più giovani.

Altro elemento significativo: l’81% degli aborti è di tipo farmacologico. Nel 2001 questi erano solo il 31% dei casi. In un quarto di secolo sono aumentati di ben il 50%.

Quasi la metà degli aborti avviene al di fuori delle strutture ospedaliere, grazie all’aiuto di qualche ostetrica disposta ad eseguirli in ambulatorio, a ciò autorizzata sin dal 2016.

È un’autentica tragedia, quella che si sta consumando. Quanto succede in Francia, però, si registra anche in Italia e nel resto d’Europa.

Forse altrove l’incremento di questa piaga sarà più contenuto, ma è crescente e costante… Dobbiamo fermare questa macchina di morte!

Firma subito la petizione «No all’aborto tra i diritti fondamentali dell’UE!», promossa da Generazione Voglio Vivere.

È indirizzata al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché ponga freno a questa deriva morale e promuova politiche di autentica tutela del nascituro.

Perché quest’iniziativa abbia successo, tuttavia, è necessario sostenerla, promuovendo una vasta campagna di sensibilizzazione sui social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.

Quest’operazione però ha un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Ecco perché abbiamo bisogno del tuo aiuto! 

È importante, perché quanto accaduto in Francia riflette una precisa volontà politica, tradottasi nel 2016 con l’abolizione del periodo di riflessione obbligatorio di sette giorni per le maggiorenni.

Nel 2022 il termine legale è stato esteso fino alla quattordicesima settimana di gestazione. L’8 marzo 2024, invece, l’aborto è stato inserito addirittura nella Costituzione.

Insomma, è stato un iter progressivo ed inarrestabile per agevolare in qualsiasi modo la strage di piccoli innocenti nel ventre delle loro madri.

Tutto ciò è semplicemente assurdo: da una parte le autorità pubbliche si allarmano per il calo delle nascite, dall’altro agiscono in modo tale da aggravarlo ulteriormente. Pazzesco!

Con i tassi attuali, secondo l’istituto di statistica francese, presto oltre 6 donne su 10 ricorreranno all’aborto nel corso della loro vita.

Ad esser messe in discussione sono le priorità della politica familiare francese: quali aiuti vengono realmente offerti alle donne in difficoltà, che desiderino portare avanti una gravidanza?

È ormai una faccenda, che va oltre le singole convinzioni religiose, perché evidenzia un’autentica emergenza, che non colpisce solo la Francia, bensì l’intera Europa, Italia compresa.

Che posto intendiamo riservare realmente alla vita nascente, nel momento in cui le prospettive demografiche suscitano un crescente, preoccupato allarme?

Fermiamo questa ecatombe di bambini, le cui proporzioni sono tali da far ormai impallidire i sacrifici umani consumati ai tempi dei pagani!

Impediamo che nel nostro Continente l’aborto venga incluso nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea!

Così, a pioggia, potremo combattere la Buona Battaglia per la Vita in ogni Stato membro, affinché questa autentica barbarie abbia fine.

Difendere il nascituro significa difendere il nostro futuro. Passiamo all’azione!

 

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