In Toscana un bando con una riserva per le “quote trans ed Lgbt”

In Toscana un bando con una riserva per le “quote trans ed Lgbt”

Sei maschio? Bene, discriminato!

È questo il frutto velenoso della neo-dittatura Lgbt, che avanza e fa passi da gigante, a dispetto del diritto naturale e del buon senso.

L’ultima riprova si è avuta nella “rossa” toscana, quella guidata da Eugenio Giani (Pd). Qui è stato diffuso un bando a dir poco discutibile.

È finalizzato alla formazione professionale in vista dell’inserimento lavorativo e recita testualmente al terzo capitolo, accanto alla voce «Modalità di selezione degli iscritti»: 

«È prevista una riserva del 50% per donne, persone non binarie e transgender, con supporto personalizzato qualora lo necessitino».

È già incredibile (ed anche offensivo) che le donne vengano parificate come tutele alla galassia gender. Perché offensivo?

Perché ancora una volta si dimostra di preferire al merito l’appartenenza ideologica. E questo non va bene. È una vera e propria presa in giro.

Noi non ci stiamo! È ora di finirla con lo sperpero di soldi pubblici - quindi anche i nostri -, per finanziare la propaganda Lgbt, anziché Vita e Famiglia!

Quello che avviene in Toscana è purtroppo quel che avviene anche in Europa con la seconda fase del progetto «Union of Equality» denominata «Protect, Empower, Engage 2026-2030».

Dietro queste sigle si nasconde un preciso disegno politico e culturale volto a plasmare l’identità del nostro Continente secondo l’ideologia gender.

Per questo la Commissione europea – Ursula von der Leyen in testa – ha stanziato quasi 3,6 miliardi di euro, che non piovono dal cielo, ma sono anche in questo caso tutto denaro nostro.

Denaro, oltre tutto, speso malissimo per finanziare Ong, campagne mediatiche, programmi educativi e iniziative politiche a favore di «uguaglianza di genere e orientamento sessuale».

Ovvero si foraggia tutto quanto costituisca un attacco esplicito alla famiglia naturale, alla libertà educativa, alla Verità sull’essere umano in tutti gli ambiti: Scuola, Sanità, media, Diritto...

È in quest’ottica che si comprendono bandi come quello toscano. Noi dobbiamo chiudere i rubinetti dei fondi erogati a pioggia a favore della propaganda Lgbt.

Per riuscirci, oggi abbiamo almeno due modi. Il primo consiste nel firmare subito la petizione «No alla Strategia Lgbtiq+ 2026-2030!», promossa da Generazione Voglio Vivere.

È indirizzata agli eurodeputati italiani, affinché a Strasburgo contrastino in tutti i modi il progetto «Union of Equality», voluto dalla Commissione europea.

Il secondo modo consiste nel far sapere a quanta più gente possibile quel che realmente accade, affinché l’opinione pubblica, toscana e non, ne sia consapevole e si ribelli alla dittatura gender!

Per questo è necessario promuovere una vasta campagna di sensibilizzazione sui social, che rappresentano il modo più veloce ed efficace per arrivare a tanti in poco tempo.

Quest’operazione ha però un costo, di cui da soli non potremmo farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!

È molto importante: il progetto messo a punto in Toscana è stato finanziato dagli uffici regionali con una cifra di tutto rispetto, ben 128 mila euro.

Prevedendo, oltre alle cosiddette “quote rosa”, anche delle “quote trans” ed Lgbt, esso pretende di legittimare di fatto, oltre al sesso biologico, anche una giostra “tuttigusti” assolutamente opinabile.

Mentre il primo, però, vale a dire il sesso biologico, è oggettivamente accertabile (o maschio o femmina), le tendenze non esistono in natura, tutt’altro.

Si tratta di “orientamenti” sessuali assolutamente soggettivi, presenti solo nella testa di chi li dichiara, e si pongono in rotta di collisione con la genetica e col buon senso.

Quante cose a favore della Vita e della Famiglia si potevano realizzare con i 128 mila euro regionali stanziati per il bando toscano con le “quote trans”?

Il consigliere regionale Jacopo Cellai di Fratelli d’Italia definisce non a caso quel progetto come «un manifesto politico» ed «un’anarchia normativa spropositata».

Fermiamo l’ideologia Lgbt!

 

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