Stato di Victoria (Australia): i decessi per eutanasia sono aumentati del 400% in 5 anni
Dove eutanasia e suicidio assistito sono legali, la mano del boia colpisce inarrestabile.
Lo dimostrano i dati resi noti nei giorni scorsi dal rapporto della Commissione di revisione dello Stato di Victoria, in Australia.
Qui i decessi per eutanasia, quelli cioè in cui l’iniezione letale sia stata somministrata da un medico o da un operatore sanitario, sono cresciuti del 400% in cinque anni!
Solo nell’ultimo anno, quindi tra il primo luglio 2025 ed il 30 giugno 2026, i casi di questo tipo sono aumentati di ben il 59,09%, passando da 88 a 140.
Se a questi aggiungiamo anche le morti per suicidio assistito, quindi con assunzione della sostanza letale da parte dello stesso paziente, si sale a quota 512.
L’incremento complessivo è stato del 31,62% rispetto all’anno precedente, praticamente quasi un terzo in più.
Eutanasia e suicidio assistito rappresentano ormai l’1,1% di tutti i decessi avvenuti nello Stato, quasi il quadruplo, dunque, rispetto allo 0,3% registrato nel 2019/2020, primo anno di applicazione.
Questo è quello che succede in una società in cui la morte venga vista come una “soluzione”: lentamente si perde il senso della propria umanità e si scivola in un tunnel di orrori.
Il pericolo reale è che milioni di persone vengano spinte a considerare la morte più dignitosa della cura, anche solo palliativa, della vicinanza, dell’accompagnamento umano.
Noi non possiamo permettere che tutto questo avvenga! Dobbiamo opporci ed iniziare proprio qui, in Italia, una fiera battaglia per la Vita, che venga presto estesa in Europa e nel mondo!
Come fare? Innanzi tutto, puoi firmare, se non lo hai ancora fatto, la petizione «Fermiamo la cultura della morte!», promossa da Generazione Voglio Vivere.
È indirizzata al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché col suo governo intervenga concretamente per fermare qualsiasi tentativo di “normalizzare” eutanasia e suicidio assistito.
È un’iniziativa estremamente importante: perché abbia successo, va sostenuta lanciando contemporaneamente una vasta campagna di sensibilizzazione.
Per questo intendiamo servirci dei social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo. Ma hanno un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Ecco perché abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È molto importante! È dimostrato, infatti, come, laddove tali pratiche di morte siano già realtà, si inneschi un drammatico e disumano vortice di disperazione.
Sempre nello Stato di Victoria, in Australia, in soli cinque anni, ben 2.188 persone hanno ottenuto la morte per iniezione letale: tradotto in percentuale significa + 153,47%!
E si badi bene: nell’ultimo anno solo tre richieste sono state rimandate per un’ulteriore valutazione. Nell’arco del quinquennio i rinvii sono stati 38 in tutto, un’inezia…
Eppure lo Stato intende estendere ulteriormente la normativa in vigore: a far data dal 19 aprile 2027, essa diverrà ancora più micidiale.
Con le nuove modifiche anche gli obiettori di coscienza - medici od operatori sanitari - saranno tenuti a fornire ai pazienti informazioni dettagliate su dove debbano recarsi per farla finita.
Non solo: all’iniezione letale potranno sottoporsi non solo cittadini e residenti permanenti, bensì anche chiunque viva in Australia da almeno tre anni.
Queste ed altre “novità” fanno prevedere un’ulteriore crescita nelle richieste di eutanasia o di suicidio assistito.
La Chiesa cattolica ha già messo in guardia: l’imminente riforma ridurrà ulteriormente le garanzie per i pazienti più vulnerabili. Ma pochi sembrano ascoltare la sua voce…
Si finirà per considerare la vita dei soggetti più fragili meno “degna” di essere vissuta, il che è mostruoso!
L’esperienza insegna: è praticamente impossibile fermare la mano del boia ovunque eutanasia e suicidio assistito siano legali. Per questo dobbiamo fare in modo che non lo diventino!
Blocchiamo questa deriva di morte!