Una campana per la vita, un vescovo sotto attacco. Fallo sentire meno solo!

Una campana per la vita, un vescovo sotto attacco. Fallo sentire meno solo!

In Italia non si è solo aperta una polemica: si è rivelata una frattura profonda, culturale e persino ecclesiale.

Un rintocco serale, sobrio e silenzioso, è bastato a scatenare una reazione spropositata.

La Campana dei bambini non nati, di cui ti abbiamo già parlato, voluta dal vescovo di Ventimiglia-Sanremo Antonio Suetta, è diventata il bersaglio di un attacco coordinato che ha coinvolto partiti, collettivi studenteschi, movimenti femministi e associazioni ideologicamente schierate, fino alla manifestazione di protesta promossa dai Radicali nel cuore di Sanremo, sabato 17 gennaio.

Si è gridato allo scandalo. Si è parlato di “violenza”, di “atto offensivo”, di “colpevolizzazione delle donne”. Accuse gravi, urlate con forza, ma prive di fondamento.

Perché quella campana non punta il dito contro nessuno. Fa ciò che le campane hanno sempre fatto nella storia della Chiesa e delle comunità umane: ricorda.

Ricorda che quelle vite sono esistite. Ricorda che sono state spezzate. Ricorda che il silenzio non è mai neutrale.

Eppure la reazione non si è limitata agli ambienti politici o ideologici. La ferita più profonda è arrivata dall’interno della Chiesa stessa.

Mentre ci si sarebbe aspettati una parola di difesa, o almeno di rispetto, nei confronti di un vescovo messo alla gogna mediatica, è calato un silenzio assordante da parte dell’episcopato italiano.

A rompere questo silenzio non è stata una voce di solidarietà, ma una presa di distanza.

Proprio a Sanremo, negli stessi giorni delle proteste, Vincenzo Paglia, già presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha scelto di intervenire pubblicamente sull’iniziativa della Campana.

Non per difenderla! Ma per spostare il discorso altrove, parlando di “campane per i vecchi” e di una generica “fraternità”, lasciando intendere con chiarezza che quell’iniziativa non lo rappresentava.

Un espediente retorico, certo. Ma il messaggio è stato chiarissimo: il vescovo Suetta era solo!

E detto da chi, fino a poco tempo fa, rappresentava ufficialmente il pensiero della Santa Sede sui temi della vita, questo ha pesato enormemente. Soprattutto se si ricordano le sue parole sulla legge 194, definita un “pilastro della vita sociale italiana”.

Ma davvero si pensa che evitando le polemiche si costruisca la fraternità? Davvero si crede che una società che elimina i propri figli possa fondarsi sull’inclusione?

È proprio per questo che oggi non possiamo restare a guardare! In un clima così ostile, segnato da attacchi esterni e ambiguità interne, diventa fondamentale far sentire una voce diversa.

Se anche tu credi che il vescovo Suetta non debba essere lasciato solo, invia ora un messaggio di solidarietà e supporto: un segno concreto per dirgli che siamo in tanti a condividere il suo coraggio e la sua testimonianza.

E perché questo messaggio non resti isolato, sostieni, con una libera donazione, anche la nostra grande campagna di sensibilizzazione online, tramite i social.

Aiutaci a diffondere il significato autentico della Campana dei bambini non nati, raggiungendo il maggior numero possibile di persone.

Ogni contributo, ogni condivisione e ogni persona raggiunta è un rintocco in più che sveglia le coscienze. Contiamo su di te!

E mentre in Italia si tenta di zittire una campana, in Francia accade l’opposto.

Nella laicissima Parigi, migliaia di persone sono scese in piazza per difendere apertamente la vita.

Circa 10.000 uomini e donne, famiglie, giovani e anziani hanno partecipato alla Marcia per la Vita, affermando senza vergogna che “la vita vale la pena di essere vissuta”, proprio mentre il Parlamento discute leggi sul suicidio assistito.

Lì, la protesta non è contro una campana, ma contro una cultura che chiama “diritto” la morte procurata e “progresso” l’eliminazione dei più fragili.

Vescovi, medici e cittadini hanno ricordato che la missione della medicina è curare, non uccidere; accompagnare, non sopprimere.

Due Paesi, due reazioni opposte davanti allo stesso nodo decisivo: il valore della vita umana dal concepimento alla morte naturale.

Il confronto è impietoso. Da una parte, una campana che suona e viene contestata; dall’altra, una piazza che si alza in piedi per difendere la vita.

E allora la domanda è inevitabile: da che parte vogliamo stare?

La campana suona! Sta a noi decidere se ascoltarla – e farla ascoltare – oppure lasciare che venga soffocata dal rumore delle polemiche.

 

Dona