Già oltre 50.000 adesioni alla dichiarazione di 100 leaders cristiani contro l’aborto chimico

Già oltre 50.000 adesioni alla dichiarazione di 100 leaders cristiani contro l’aborto chimico

È incredibile come in Italia nessuno ne abbia dato notizia.

La censura che viene attuata dalla grande stampa nel nostro Paese, a volte, è sconvolgente… Fa davvero riflettere. Bene, provvediamo noi a dirti quel che è accaduto.

Oltre cento leader cristiani nei giorni scorsi, negli Stati Uniti, si sono uniti ed hanno sottoscritto una dichiarazione pubblica contro l’aborto chimico.

Alla «Declaration for Life with Christian Leaders» hanno aderito nel giro di poche ore oltre 50.000 cittadini… un numero impressionante, vero?

Sui media trovano spesso spazio iniziative in grado di catalizzare un consenso decisamente inferiore… Eppure di questo evento nessuno ha parlato.

Nel documento si afferma la dignità di ogni essere umano fin dal suo concepimento e si chiedono pertanto misure immediate contro il mifepristone, più noto come RU-486.

Il senatore repubblicano Josh Hawley del Missouri ha raccolto e fatto proprio questo appello, presentando una proposta di legge mirata a vietare la vendita della pillola abortiva.

Nella dichiarazione sottoscritta dai leader cristiani si ricorda come il diritto alla vita sia prioritario rispetto a tutti gli altri. Per tutti.

La tutela del nascituro, oltre ad essere prevista nella Sacra Scrittura, rappresenta non solo un obbligo morale, bensì anche di coscienza.

L’assunzione di mifepristone, invece, rappresenta ormai la causa principale di aborto non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo.

Perciò oggi questa è per l’attivismo pro-life una delle principali preoccupazioni ed uno dei principali campi di battaglia.

Ed ecco perché richiede anche la nostra pronta risposta. Come? Innanzi tutto, firmando la petizione «Fermiamo l’aborto chimico!», promossa da Generazione Voglio Vivere.

È indirizzata al ministro della Salute, Orazio Schillaci, affinché impedisca che i prodotti post-coitali e quelli con effetti abortivi possano essere venduti senza ricetta, come i farmaci da banco.

Perché quest’iniziativa abbia successo, però, occorre sostenerla anche promuovendo una vasta campagna di sensibilizzazione tramite i social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.

Quest’operazione ha un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!

È urgente. In Italia «EllaOne», la cosiddetta “pillola dei 5 giorni dopo”, può essere acquistata in qualsiasi farmacia senza ricetta, anche da minorenni.

Il suo principio attivo, l’ulipristal acetato, può impedire l’annidamento dell’embrione, se il concepimento è già avvenuto. In quel caso, non è più contraccezione, ma aborto!

Non solo. Diversi studi indicano ormai come, raddoppiando la dose del prodotto, l’effetto abortivo diventi pressoché certo.

Non si possono trattare pillole potenzialmente abortive come se fossero semplici analgesici, te ne rendi conto anche tu,… tutto questo è inconcepibile!

Eppure i dati ufficiali ci dicono che in Italia, nel 2023, sono state vendute ben 469.384 confezioni di EllaOne e 290.692 scatole di Norlevo, un altro (cosiddetto) “contraccettivo di emergenza”.

Di quante culle rimaste vuote sono responsabili questi prodotti? Guarda, c’è solo una soluzione: vietare l’aborto chimico! Partiamo da qui…

Fermiamo questa strage degli innocenti!

 

Dona