Il piccolo Samuele, condannato a morte dall’industria dell’aborto, si succhia il pollice
Non riusciamo a capacitarci dell’accaduto!
In una stanza d’ospedale nel Queensland, in Australia, è capitato un fatto, che non riusciamo a toglierci dalla testa e che sicuramente impressionerà molto anche te.
Un bimbo è nato vivo dopo un aborto fallito alla 16a settimana di gravidanza. Attorno a lui non v’era nessuno pronto ad accoglierlo e ad aiutarlo, nessuna coperta per avvolgerlo.
Invece di ricevere assistenza medica nella clinica in cui si trovava, è stato lasciato completamente solo a morire, senza cure, senza antidolorifici, senza un abbraccio.
Eppure, per trenta minuti, ha lottato per la vita ed ha cercato conforto, compiendo un gesto istintivo, il più semplice di tutti: si è succhiato il pollice!
Un dipendente della struttura sanitaria, mettendo a rischio il proprio posto di lavoro, gli ha scattato una foto e l’ha diffusa, affinché tutti sappiano.
Quell’immagine sconvolgente mette a nudo l’orrore dell’aborto nella sua crudezza e la vera natura dell’industria, che vi ruota attorno.
Immagine pubblicata sui social e dal sito Stirezo pro Life
Gli attivisti pro-life hanno voluto dare un nome al piccolo, lo hanno chiamato Samuele. Quello di Samuele non è un caso isolato, non rappresenta un’eccezione.
È anzi l’amara realtà di solitudine, dolore e lutti, causata da una legislazione, che consente una vera e propria strage degli innocenti.
In Australia l’aborto è consentito sino al momento del parto, senza alcun limite, senza il benché minimo scrupolo… Tutto ciò è disumano!
Per questo dobbiamo dare il più possibile visibilità alla foto scattata al piccolo Samuele: è necessario che tutti vedano! Solo così potremo salvare altre vite umane…
Aiutaci anche tu, con la tua migliore offerta, a diffondere quest’immagine tramite i social, che ci consentono di arrivare a tanti in poco tempo.
Ti chiediamo un altro sforzo, non meno importante: i Radicali stanno cercando di estendere ancora di più, in Italia, i limiti entro i quali abortire, rendendo la legge 194 ancor più permissiva.
Vorrebbero che fosse consentito di uccidere il bimbo nel grembo materno sino alla 14a settimana ed anche oltre, qualora venissero riscontrate patologie nel feto.
In una parola, vorrebbero tanti, altri casi come quello del piccolo Samuele. Per questo hanno presentato una proposta di legge. Non possiamo permetterlo!
Firma anche tu, se non lo hai ancora fatto, la petizione «No all’estensione dell’aborto!», promossa da Generazione Voglio Vivere.
È indirizzata al ministro per la Famiglia e la Natalità, Eugenia Roccella, affinché scongiuri in tutte le sedi, governative e non, il tentativo ultra-abortista dei Radicali.
Oggi è urgente fermare questa ideologia di Morte e promuovere il valore della Vita, anche per scongiurare le drammatiche conseguenze dell’«inverno» demografico, che già stiamo patendo.
Secondo la dottoressa Joanna Howe, docente di Diritto all’Università di Adelaide, solo nel 2022 nel Queensland circa 50 bambini sono nati vivi dopo un aborto fallito.
Sono stati tutti lasciati morire senza ricevere alcun aiuto, alcuna assistenza. Immagina… quanti saranno i casi come Samuele nel mondo? Sicuramente troppi! Noi lo troviamo impressionante, orribile…
Il governo australiano e le Big Tech si sono subito mosse con un obiettivo: cancellare la foto di Samuele ed impedirne la diffusione tramite i social.
Non vogliono che la gente veda la strage disumana che si sta compiendo, oltre tutto utilizzando soldi pubblici.
L’anti-lingua blatera di “diritti riproduttivi”, di “assistenza sanitaria”, di “scelta”,… ma che scelta è quella di lasciar morire deliberatamente un bambino nato vivo, privandolo di qualsiasi aiuto?
Spesso alle donne tentate dall’aborto si raccontano menzogne. Vien detto loro che tanto il piccolo “ancora non prova dolore”, “ancora non è un essere umano”, “è solo un ammasso di cellule”.
Samuele, che nella sua innocenza succhia il pollice nei suoi ultimi istanti di vita, in attesa di una condanna a morte che altri hanno già emesso per lui, è lì a dimostrare il contrario!
Fin dal momento del concepimento i bambini sono esseri umani, hanno diritto alla vita, alle cure, all’amore di persone che vogliano loro bene!
Fermiamo il massacro di piccoli innocenti!